AMAKUSA SHIR? TOKISADA

t.i. SHIRO TOKISADA AMAKUSA

Giappone 1962 (35mm, 101', col.)

go to  27° TORINO FILM FESTIVAL  go to  NAGISA OSHIMA

regia/director
Nagisa Oshima
sceneggiatura/screenplay
Nagisa Oshima,
Toshiro Ishido
fotografia/cinematography
Shintaro Kawasaki
montaggio/film editing
Toshiro Miyamoto
scenografia/
production design
Satoru Onishi
costumi/costume design
Akira Mikami
musica/music
Riichiro Manabe
suono/sound
Toshie Kanda
interpreti e personaggi/
cast and characters
Hashizo Okawa
(Shiro Tokisada Amakusa),
Ryutaro Otumo
(Shinbei Oka), Satomi Oka
(Sakura, la moglie di
Shinbei Oka/
Shinbei Oka’s Wife)
Rentaro Mikuni (Emosaku)
produttore/producer
Hiroshi Okawa
produzione/production
Toei

SHIRO TOKISADA AMAKUSA [T.L.]
Nella prima metà del Seicento il giovane Shiro Tokisada Amakusa,
figlio di un ronin convertito al cattolicesimo, vive nascosto per una
profezia che lo vuole liberatore dei cristiani giapponesi. Una rivolta
è l’occasione per uscire allo scoperto e raccogliere le forze contro
Matsukura, signore del feudo. Realizzato in funzione della star Hashizo
Okawa nel ruolo principale.

Nagisa Oshima

Figlio del discendente di una famiglia di
samurai, Nagisa Oshima ha perso il padre
all’età di sei anni e nel corso dell’adolescenza
si è dedicato alla lettura dei testi sul marxismo
e il socialismo presenti nella biblioteca paterna.
Dopo aver completato gli studi presso la facoltà
di legge dell’Università di Kyoto, dove partecipa
ai movimenti di lotta studenteschi contro
la presenza militare americana in Giappone,
è stato assunto dalla Shochiku, la casa di
produzione con la quale hanno collaborato,
tra gli altri, Yasujiro Ozu, Kenji Mizoguchi
e Akira Kurosawa. Ha lavorato come assistente di Masaki
Kobayashi e Hideo Oba prima di esordire alla
regia in un momento di crisi finanziaria durante
il quale la Shochiku ha deciso di lanciare giovani
registi, tra cui, oltre a Oshima, Shohei Imamura,
Yoshishige Yoshida e Masahiro Shinoda,
inaugurando la stagione della nouvelle vague
giapponese. Nel 1960 ha girato Cruel Story of
Youth
e The Sun’s Burial, ma il film grazie
al quale il nome di Oshima si impone
all’attenzione di pubblico e critica è stato Night
and Fog in Japan
, ritirato dalle sale dopo soli tre
giorni a causa della radicalità dei suoi contenuti,
spingendo Oshima ad abbandonare la Shochiku
per fondare la casa di produzione indipendente
Sozosha. Nel corso degli anni Sessanta ha
alternato documentari televisivi a lungometraggi
come Violence at High Noon (1966), basato
sulla vicenda di un serial killer che ha
terrorizzato il Giappone negli anni Cinquanta,
Death by Hanging (1968), Diary of a Shinjuku
Thief,
liberamente ispirato agli scritti di Jean
Genet, e Boy (1969). Il decennio successivo si
apre per Oshima con l’uscita di The Man who
Left His Will on Film
, seguito l’anno successivo
da The Ceremony. Nel 1976 ha girato Ecco
l’impero dei sensi,
ispirato a un fatto di cronaca
nera avvenuto nel Giappone degli anni Trenta
e che si inserisce nella tradizione del genere
erotico giapponese pinku eiga. A causa dei
contenuti sessualmente espliciti, il film è stato
bloccato dalla censura e in Giappone non ne è
mai stata proiettata una versione integrale.
Nel 1978 ha vinto il premio per la Miglior regia
al Festival di Cannes con L’impero della passione,
al quale è seguito nel 1983 Furyo, interpretato
da David Bowie, Ryuichi Sakamoto e Takeshi
Kitano e presentato in concorso a Cannes.
Tre anni dopo ha scritto con Jean-Claude Carrière
il film Max amore mio, con Charlotte Rampling,
e dopo aver realizzato nel 1994 il documentario
100 Years of Japanese Cinema, ha diretto nel 1999
Tabù-Gohatto, in cui è tornato a lavorare con
Takeshi Kitano. Dal 1980 al 1996 è stato
presidente dell’associazione dei registi
giapponesi.

FILMOGRAFIA
(Aggiornata all'ultima partecipazione al TFF)
Ashita no taiyo (Tomorrow’s Sun, cm, 1959), Ai to
kibo no machi (A Town of Love and Hope,
1959),
Seishun zankoku monogatari (Cruel Story of Youth,
1960), Taiyo no hakaba (The Sun’s Burial, 1960),
Nihon no yoru to kiri (Night and Fog in Japan,
1960), Shiiku (The Catch, 1961), Eiga shi - Kori no
naka no Seishun (Youth on the Ice,
cm, doc., TV,
1962), Amakusa Shiro Tokisada (Shiro Amakusa,
the Christian Rebel,
1962), Chiisana boken ryoko
(A Small Child’s First Adventure,
1963),
Wasurerareta Kogun (Forgotten Soldiers,
cm, doc.,
TV, 1963), Aru kokutetsu jomuin suto chushi zenya
(A National Railway Worker,
cm, doc., TV, 1964),
Hankotsu no toride (A Rebel’s Fortress,
cm, doc.,
TV, 1964), Seishun no hi (The Tomb of Youth,
mm, doc., TV, 1964), Etsuraku (Pleasures of the
Flesh,
1965), Yunbogi no nikki (Diary of Yunbogi,
cm, 1965), Hakuchu no torima (Violence at Noon,
1966), Kokujin kokka tanjo (Nation of Nigro, cm,
doc., TV, 1966), Ninja buge-cho (Band of Ninja,
1967), Nihon shunka-ko (Sing a Song of Sex,
1967), Muri shinju: Nihon no natsu (Japanese
Summer: Double Suicide,
1967), Koshikei (Death
by Hanging,
1968), Kaettekita yopparai (Three
Resurrected Drunkards,
1968), Daitoa senso
(The Greater East Asia War,
doc., TV, 1968),
Shinjuku dorobo nikki (Diary of a Shinjuku Thief,
1968), Shonen (Boy, 1969), Tokyo senso sengo
hiwa (The Man who Left His Will on Film,
1970),
Gishiki (The Ceremony,
1971), Kyojin-gun (Giants,
doc., TV, 1972), Joi! Bangura (Joi Bangla!, cm,
doc., 1972), Natsu no imoto (Dear Summer Sister,
1972), Goze momoku no onna-tabigeinin (The
Journey of the Blind Musicians,
cm, doc., TV,
1972), Bengaru no chichi-raman (The Father
of Bangladesh,
cm, doc., TV, 1973), Ikite iru -
Nihonkai kaisen (The Battle of Tsushima,
mm,
doc., TV, 1975), Ai no korida (Ecco l’impero dei
sensi,
1976), Denki motakuto (The Life of Mao,
doc., TV, 1976), Ikite iru - umi no bohyo torakku
no kaitei wo yuku (Graves at Sea,
cm, doc., TV,
1976), Ikite iru - Gyokusai no shima saipan no
kaitei wo yuku (The Island of the Final Battle,
cm, doc., TV, 1976), Ai no borei (L’impero della
passione,
1978), Merry Christmas, Mr Lawrence
(Furyo,
1983), Max mon amour (Max amore
mio,
1986), Kyoto, My Mother’s Place (mm, 1991),
Nihon eiga no hyaku nen (100 Years of Japanese
Cinema,
doc., TV, 1994), Gohatto (Tabù-Gohatto,
1999).

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