ANAK ARAW

di Gym Lumbera
ALBINO - ANAK ARAW - ALBINO

Informazioni

Nazione: Filippine, USA

Anno: 2012

Durata: 70'

31° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Sul lago Taal, situato sull’isola filippina di Luzon, nella provincia di Batangas, vive un albino. L’uomo ritiene di essere figlio di un americano e per dare credito alla sua convinzione cerca di imparare l’inglese con un dizionario Tagalog-Inglese. Intanto la sua città sta subendo un esodo di massa a causa di strani eventi come l’apparizione di squali, esplosioni inspiegabili e morti senza senso.

Regia

Gym Lumbera

Gym Lumbera

Gym Lumbera (Batangas, Filippine) è nato in una pittoresca cittadina in riva a un lago con un vulcano al centro. Direttore della fotografia, ha lavorato in diverse produzioni, tra cui La Última Película, presente nella sezione Onde di questa edizione del Torino Film Festival. Nel 2010 ha esordito alla regia con il cortometraggio v, cui sono seguiti diversi film, come Tagalog, selezionato l’anno scorso al Festival del film di Roma.

Filmografia:
Dahil sa ’yo (Because of You, cm, 2010), Class Picture (2011), Taglish (2012), English (2012), Tagalog (2012), ETA (2012), Anak Araw - Albino(2012).

Cast and Credits

REGIA, SCENEGGIATURA
Gym Lumbera
FOTOGRAFIA
Danilo Salas III
MONTAGGIO
Jet Leyco, Gym Lumbera
SCENOGRAFIA
Timmy Harn, Jacyn Esquilon
MUSICA
Moki McFly, Banda 24
SUONO
Moki McFly
INTERPRETI
Jay G. De la Vega, John Griffiths, Feliciano Lumbera, Rodrigo Magpantay, Franco Giuseppe Cuozzo, Banda 24
PRODUTTORI
Allison Lumbera, Roger Basco

Dichiarazione regista

«L’illusione coloniale è radicata nella storia di un filippino e della sua famiglia. È un peso sulla sua identità, ma al tempo stesso una parte di essa. Questa frattura non deriva solo dal colonialismo, ma anche dall’industrializzazione e dall’urbanizzazione, che attraverso cambiamenti violenti hanno costretto a un costante dualismo l’esperienza e il ritmo interiore di ciascuno. […] Io sono per molti versi quel tipo di filippino: nato nella provincia di Batangas, ora vivo nella quasi cosmopolita Manila. E queste sono le mie stesse battaglie, quello il dolore che mi disturba: la perenne malinconia per la vita pastorale, mitigata dall’altrettanto immancabile fretta della vita metropolitana».

Sinossi Approfondisci

Sul lago Taal, situato sull’isola filippina di Luzon, nella provincia di Batangas, vive un albino. L’uomo ritiene di essere figlio di un americano e per dare credito alla sua convinzione cerca di imparare l’inglese con un dizionario Tagalog-Inglese. Intanto la sua città sta subendo un esodo di massa a causa di strani eventi come l’apparizione di squali, esplosioni inspiegabili e morti senza senso.

Regia Tutto sui registi del film

Gym Lumbera

Gym Lumbera

Gym Lumbera (Batangas, Filippine) è nato in una pittoresca cittadina in riva a un lago con un vulcano al centro. Direttore della fotografia, ha lavorato in diverse produzioni, tra cui La Última Película, presente nella sezione Onde di questa edizione del Torino Film Festival. Nel 2010 ha esordito alla regia con il cortometraggio v, cui sono seguiti diversi film, come Tagalog, selezionato l’anno scorso al Festival del film di Roma.

Filmografia:
Dahil sa ’yo (Because of You, cm, 2010), Class Picture (2011), Taglish (2012), English (2012), Tagalog (2012), ETA (2012), Anak Araw - Albino(2012).

Cast and Credits Scopri il cast del film

REGIA, SCENEGGIATURA
Gym Lumbera
FOTOGRAFIA
Danilo Salas III
MONTAGGIO
Jet Leyco, Gym Lumbera
SCENOGRAFIA
Timmy Harn, Jacyn Esquilon
MUSICA
Moki McFly, Banda 24
SUONO
Moki McFly
INTERPRETI
Jay G. De la Vega, John Griffiths, Feliciano Lumbera, Rodrigo Magpantay, Franco Giuseppe Cuozzo, Banda 24
PRODUTTORI
Allison Lumbera, Roger Basco

Dichiarazione regista Approfondisci

«L’illusione coloniale è radicata nella storia di un filippino e della sua famiglia. È un peso sulla sua identità, ma al tempo stesso una parte di essa. Questa frattura non deriva solo dal colonialismo, ma anche dall’industrializzazione e dall’urbanizzazione, che attraverso cambiamenti violenti hanno costretto a un costante dualismo l’esperienza e il ritmo interiore di ciascuno. […] Io sono per molti versi quel tipo di filippino: nato nella provincia di Batangas, ora vivo nella quasi cosmopolita Manila. E queste sono le mie stesse battaglie, quello il dolore che mi disturba: la perenne malinconia per la vita pastorale, mitigata dall’altrettanto immancabile fretta della vita metropolitana».