SAYAT NOVA

di Sergei Parajanov
THE COLOR OF POMEGRANATES - IL COLORE DEL MELOGRANO

Informazioni

Nazione: URSS

Anno: 1969

Durata: 79'

33° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Biografia del poeta armeno settecentesco Sayat Nova. I suoi versi accompagnano i momenti salienti della vita dell’artista, dall’infanzia alla giovinezza, fino all’innamoramento, all’ingresso in monastero e alla morte. Classico della cinematografia armena, presentato nella versione restaurata dal laboratorio L’immagine ritrovata della Cineteca di Bologna, grazie al World Cinema Project ideato da Martin Scorsese.

Regia

Sergej Parajanov

Sergej Parajanov

Sergei Parajanov (Tbilisi, Georgia, 1924-1990), di origine armena, nel 1945 si iscrive al Vgik, l’Istituto cinematografico statale di Mosca. Qui diventa allievo di Dovženko, che influenzerà i suoi primi film, tra cui Rapsodia ucraina (1961) e Il fiore sulla pietra (1962). Il 1964 segna un punto di svolta nella sua carriera: con Le ombre degli avi dimenticati abbandona infatti il realismo socialista a favore di una ricerca iconografica e folclorica che sfocia, nel 1968, in Il colore del melograno. Ostracizzato dalle autorità sovietiche per le sue idee artistiche e personali, Parajanov vede i suoi film bloccati dalla censura e viene infine condannato ai lavori forzati. Liberato nel 1979, dirige ancora La leggenda della fortezza di Suram (1984) e Asik Kerib - Storia di un ashugh innamorato (1988), prima di morire nel 1990.

Filmografia:
Moldavskaja skazka (1951), Andries (1954), Zolotye ruki (1957), Dumka (1957), Natalya Ushvij (1957), Pervyj paren (1959), Ukrainskaya rapsodiya (Rapsodia ucraina, 1961), Tsvetok na kamne (Il fiore sulla pietra, 1962), Tini zabutykh predkiv (Le ombre degli avi dimenticati, 1964), Kivski Freski (cm, 1966), Hakob Hovnatanyan (cm, doc., 1967), Sayat Nova (Il colore del melograno, 1968), Return to Life (Il segno del tempo, 1980), Ambavi Suramis tsikhitsa (La leggenda della fortezza di Suram, 1984), Arabeskebi Pirosmanis temaze (1985), Ašik Kerib (Asik Kerib - Storia di un ashugh innamorato, 1988).

Cast and Credits

regia, sceneggiatura/director, screenplay
Sergei Parajanov
fotografia/cinematography
Suren Shakhbazian
montaggio/film editing
Maria Ponomarenko
scenografia/production design
Stepan Andranikian, Mikhail Arakelian
costumi/costume design
Elena Akhvlediani, Iosif Karalov, Jasmine Sarabian
musica/music
Tigran Mansurian
suono/sound
Yuri Sayadyan
interpreti e personaggi/cast and characters
Sofiko Chiaureli (il poeta da giovane/poet as a youth), Melkon Alekian (il poeta da bambino/poet as a child), Vilen Galustian (il poeta nel chiostro/poet as a monk), Georgi Gegechkori (il poeta da anziano/poet in old age), Onik Minsasian (il re/king), Spartak Bagashvili (il padre del poeta/poet’s father), Medea Japaridze (la madre del poeta/poet’s mother), Grigori Margarian (l’insegnante di Sayat Nova/Sayat Nova’s teacher)
produzione/production
Armenfilm Studios
distribuzione/distribution
Cineteca di Bologna


contatti/contacts
Cineteca di Bologna
Carmen Accaputo
Tel: +39 051 21 94 820
[email protected]
www.cinetecadibologna.it

Dichiarazione regista

«L’Armenia ha mostrato questo film, ha mandato la gente a vederlo. Non direi che la gente lo capisca, ma va a vederlo come andrebbe a una festa. [...]. Nel film ho cercato di ritrarre l’arte nella vita, piuttosto che ritrarre la vita nell’arte. [...] È molto primitivo nella sua struttura: c’era l’infanzia, la giovinezza, l’amore, il monastero, le pietre. L’amato era una pietra, la cella era l’amato, l’amata, il suo seno è glorificato in versi, la rosa è glorificata in versi. Poi ci fu il pensiero: la mia gola è secca, sono malato. Il poeta muore. Tutto è così semplice, chiaro, come nel destino di un grande poeta, un ashugh, un menestrello».

Sinossi Approfondisci

Biografia del poeta armeno settecentesco Sayat Nova. I suoi versi accompagnano i momenti salienti della vita dell’artista, dall’infanzia alla giovinezza, fino all’innamoramento, all’ingresso in monastero e alla morte. Classico della cinematografia armena, presentato nella versione restaurata dal laboratorio L’immagine ritrovata della Cineteca di Bologna, grazie al World Cinema Project ideato da Martin Scorsese.

Regia Tutto sui registi del film

Sergej Parajanov

Sergej Parajanov

Sergei Parajanov (Tbilisi, Georgia, 1924-1990), di origine armena, nel 1945 si iscrive al Vgik, l’Istituto cinematografico statale di Mosca. Qui diventa allievo di Dovženko, che influenzerà i suoi primi film, tra cui Rapsodia ucraina (1961) e Il fiore sulla pietra (1962). Il 1964 segna un punto di svolta nella sua carriera: con Le ombre degli avi dimenticati abbandona infatti il realismo socialista a favore di una ricerca iconografica e folclorica che sfocia, nel 1968, in Il colore del melograno. Ostracizzato dalle autorità sovietiche per le sue idee artistiche e personali, Parajanov vede i suoi film bloccati dalla censura e viene infine condannato ai lavori forzati. Liberato nel 1979, dirige ancora La leggenda della fortezza di Suram (1984) e Asik Kerib - Storia di un ashugh innamorato (1988), prima di morire nel 1990.

Filmografia:
Moldavskaja skazka (1951), Andries (1954), Zolotye ruki (1957), Dumka (1957), Natalya Ushvij (1957), Pervyj paren (1959), Ukrainskaya rapsodiya (Rapsodia ucraina, 1961), Tsvetok na kamne (Il fiore sulla pietra, 1962), Tini zabutykh predkiv (Le ombre degli avi dimenticati, 1964), Kivski Freski (cm, 1966), Hakob Hovnatanyan (cm, doc., 1967), Sayat Nova (Il colore del melograno, 1968), Return to Life (Il segno del tempo, 1980), Ambavi Suramis tsikhitsa (La leggenda della fortezza di Suram, 1984), Arabeskebi Pirosmanis temaze (1985), Ašik Kerib (Asik Kerib - Storia di un ashugh innamorato, 1988).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, sceneggiatura/director, screenplay
Sergei Parajanov
fotografia/cinematography
Suren Shakhbazian
montaggio/film editing
Maria Ponomarenko
scenografia/production design
Stepan Andranikian, Mikhail Arakelian
costumi/costume design
Elena Akhvlediani, Iosif Karalov, Jasmine Sarabian
musica/music
Tigran Mansurian
suono/sound
Yuri Sayadyan
interpreti e personaggi/cast and characters
Sofiko Chiaureli (il poeta da giovane/poet as a youth), Melkon Alekian (il poeta da bambino/poet as a child), Vilen Galustian (il poeta nel chiostro/poet as a monk), Georgi Gegechkori (il poeta da anziano/poet in old age), Onik Minsasian (il re/king), Spartak Bagashvili (il padre del poeta/poet’s father), Medea Japaridze (la madre del poeta/poet’s mother), Grigori Margarian (l’insegnante di Sayat Nova/Sayat Nova’s teacher)
produzione/production
Armenfilm Studios
distribuzione/distribution
Cineteca di Bologna


contatti/contacts
Cineteca di Bologna
Carmen Accaputo
Tel: +39 051 21 94 820
[email protected]
www.cinetecadibologna.it

Dichiarazione regista Approfondisci

«L’Armenia ha mostrato questo film, ha mandato la gente a vederlo. Non direi che la gente lo capisca, ma va a vederlo come andrebbe a una festa. [...]. Nel film ho cercato di ritrarre l’arte nella vita, piuttosto che ritrarre la vita nell’arte. [...] È molto primitivo nella sua struttura: c’era l’infanzia, la giovinezza, l’amore, il monastero, le pietre. L’amato era una pietra, la cella era l’amato, l’amata, il suo seno è glorificato in versi, la rosa è glorificata in versi. Poi ci fu il pensiero: la mia gola è secca, sono malato. Il poeta muore. Tutto è così semplice, chiaro, come nel destino di un grande poeta, un ashugh, un menestrello».