SUFFRAGETTE

di Sarah Gavron
SUFFRAGETTE

Informazioni

Nazione: UK

Anno: 2015

Durata: 106'

33° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Londra, inizio Ventesimo secolo. Maud fa la lavandaia da quando ha sette anni, in un luogo di lavoro poco sicuro, dominato dalle prepotenze del proprietario, ed è sposata a un uomo che la maltratta. Trovatasi per caso nel mezzo di una sommossa organizzata dalle suffragette, dopo l’iniziale riluttanza aderisce al movimento, nella speranza di ottenere quella libertà che a lei, come a tante altre, è sempre stata negata. Ma la lotta è difficile e dolorosa.

Regia

Sarah Gavron

Sarah  Gavron

Sarah Gavron (1970) ha studiato letteratura inglese presso la University of York, quindi cinema presso l’Edinburgh College of Art e, dopo aver lavorato tre anni per la Bbc, regia cinematografica presso la National Film and Television School di Londra. Dopo avere diretto alcuni cortometraggi, ha esordito nel lungometraggio nel 2007 con Brick Lane (presentato anche al Torino Film Festival), per cui ha ottenuto nomination ai Bafta, ai Bifa e all’Alfred Dunhill Talent Award al Festival di Londra. In precedenza aveva vinto con il dramma televisivo This Little Life (2003) il Dennis Potter Award, il TV Bafta per la miglior regia, il Best Newcomer Award e il Royal Television Society and Women in Film and TV Award. Attualmente sta lavorando a un nuovo progetto, Unlikely Pilgrimage of Harold Fry, prodotto dalla casa di produzione Film4.

Filmografia:
The Girl in the Lay-By (cm, 2000), Losing Touch (cm, 2000), This Little Life (tv, 2003), Brick Lane (2007), The Village at the End of the World (doc., 2013), Suffragette (2015).

Cast and Credits

regia/director
Sarah Gavron
sceneggiatura/screenplay
Abi Morgan
fotografia/cinematography
Edu Grau
montaggio/film editing
Barney Pilling
scenografia/production design
Alice Normington
costumi/costume design
Jane Petrie
musica/music
Alexandre Desplat
interpreti e personaggi/cast and characters
Carey Mulligan (Maud), Helena Bonham Carter (Edith Ellyn), Meryl Streep (Emmeline Pankhurst), Brenda Gleeson (Arthur Steed), Anne-Marie Duff (Violet Miller), Ben Whishaw (Sonny Watts), Romola Garai (Alice Haughton), Finbar Lynch (Hugh Ellyn), Natalie Press (Emily Wilding Davidson), Samuel West (Benedict Haughton), Geoff Bell (Norman Taylor)
produttori/producers
Faye Ward, Allison Owen
produzione/production
Ruby Films
coproduttori/coproducers
Andy Stebbing, Hannah Farrell

distribuzione/distribution
Cinema srl.


contatti/contacts
Cinema srl
Valerio De Paolis
cinema@cinemasrl.com
www.cinemasrl.com

Dichiarazione regista

«Il termine “suffragetta” è stato coniato dalla stampa britannica per sbeffeggiare le attiviste del movimento per il suffragio allargato alle donne. Ma il movimento poi si è appropriato di quella parola. Le suffragette interrompevano le comunicazioni tagliando i fili del telegrafo, facevano esplodere le cassette postali e attaccavano le proprietà private; venivano arrestate e facevano lo sciopero della fame per attirare l’attenzione sulla lotta per l’uguaglianza contro uno Stato sempre più brutale. Mi ha colpito il fatto che una storia così straordinaria e forte non fosse mai stata raccontata. Ed essendo una troupe quasi esclusivamente di donne, siamo state attratte da un simile materiale».

Sinossi Approfondisci

Londra, inizio Ventesimo secolo. Maud fa la lavandaia da quando ha sette anni, in un luogo di lavoro poco sicuro, dominato dalle prepotenze del proprietario, ed è sposata a un uomo che la maltratta. Trovatasi per caso nel mezzo di una sommossa organizzata dalle suffragette, dopo l’iniziale riluttanza aderisce al movimento, nella speranza di ottenere quella libertà che a lei, come a tante altre, è sempre stata negata. Ma la lotta è difficile e dolorosa.

Regia Tutto sui registi del film

Sarah Gavron

Sarah  Gavron

Sarah Gavron (1970) ha studiato letteratura inglese presso la University of York, quindi cinema presso l’Edinburgh College of Art e, dopo aver lavorato tre anni per la Bbc, regia cinematografica presso la National Film and Television School di Londra. Dopo avere diretto alcuni cortometraggi, ha esordito nel lungometraggio nel 2007 con Brick Lane (presentato anche al Torino Film Festival), per cui ha ottenuto nomination ai Bafta, ai Bifa e all’Alfred Dunhill Talent Award al Festival di Londra. In precedenza aveva vinto con il dramma televisivo This Little Life (2003) il Dennis Potter Award, il TV Bafta per la miglior regia, il Best Newcomer Award e il Royal Television Society and Women in Film and TV Award. Attualmente sta lavorando a un nuovo progetto, Unlikely Pilgrimage of Harold Fry, prodotto dalla casa di produzione Film4.

Filmografia:
The Girl in the Lay-By (cm, 2000), Losing Touch (cm, 2000), This Little Life (tv, 2003), Brick Lane (2007), The Village at the End of the World (doc., 2013), Suffragette (2015).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia/director
Sarah Gavron
sceneggiatura/screenplay
Abi Morgan
fotografia/cinematography
Edu Grau
montaggio/film editing
Barney Pilling
scenografia/production design
Alice Normington
costumi/costume design
Jane Petrie
musica/music
Alexandre Desplat
interpreti e personaggi/cast and characters
Carey Mulligan (Maud), Helena Bonham Carter (Edith Ellyn), Meryl Streep (Emmeline Pankhurst), Brenda Gleeson (Arthur Steed), Anne-Marie Duff (Violet Miller), Ben Whishaw (Sonny Watts), Romola Garai (Alice Haughton), Finbar Lynch (Hugh Ellyn), Natalie Press (Emily Wilding Davidson), Samuel West (Benedict Haughton), Geoff Bell (Norman Taylor)
produttori/producers
Faye Ward, Allison Owen
produzione/production
Ruby Films
coproduttori/coproducers
Andy Stebbing, Hannah Farrell

distribuzione/distribution
Cinema srl.


contatti/contacts
Cinema srl
Valerio De Paolis
cinema@cinemasrl.com
www.cinemasrl.com

Dichiarazione regista Approfondisci

«Il termine “suffragetta” è stato coniato dalla stampa britannica per sbeffeggiare le attiviste del movimento per il suffragio allargato alle donne. Ma il movimento poi si è appropriato di quella parola. Le suffragette interrompevano le comunicazioni tagliando i fili del telegrafo, facevano esplodere le cassette postali e attaccavano le proprietà private; venivano arrestate e facevano lo sciopero della fame per attirare l’attenzione sulla lotta per l’uguaglianza contro uno Stato sempre più brutale. Mi ha colpito il fatto che una storia così straordinaria e forte non fosse mai stata raccontata. Ed essendo una troupe quasi esclusivamente di donne, siamo state attratte da un simile materiale».