28° TORINO FILM FESTIVAL
VITALIJ KANEVSKIJ

NOUS, LES ENFANTS DE XX SIÈCLE

WE, THE CHILDREN OF THE 20TH CENTURY
di Vitalij Kanevskij
Nazione: Francia, Russia
Anno: 1993
Durata: 85'


noi, i ragazzi del XX secolo [t.l.]   Un documentario di inchiesta sulla realtà dei ragazzi abbandonati nella Russia del postcomunismo. Il regista si identifica completamente con loro e li segue dalle strade di San Pietroburgo fino agli istituti di correzione dove prima o poi tutti finiscono per qualche tempo e che rappresentano per loro l’unica forma di socializzazione. Vita, finzione, memoria e sentimenti si intrecciano fino a ritrovare in carcere anche Pavel Nazarov, protagonista dei due film precedenti del regista, che racconta la sua vita e i crimini che ha commesso.  

Biografia

regista

Vitalij Kanevskij

Vitalij Evgen’evic Kanevskij  (Vladivostok, Russia, 1935)   Precocemente orfano del padre, musicista di origini polacche, colpito alla fronte da un proiettile vagante durante la Seconda guerra mondialel, si è ritrovato così a sette anni in Siberia, nella città di Sucan (denominata Partizansk in seguito all’eliminazione dei nomi cinesi dal territorio del Primorskij Kraj, il Territorio del Litorale, avvenuta nel 1972), dove la madre aveva deciso di trasferirsi in cerca di qualche opportunità per lei e i suoi due figli. Dopo alcuni anni di scuola, Kanevskij ha lasciato la città per andare in cerca di fortuna a Nikolaevsk-na-mure, dove, tra lavoro in fabbrica e studio serale, è riuscito a portare a termine un corso di formazione come saldatore specializzato. Ha iniziato quindi il lungo servizio militare. Nel 1960 ha cominciato a frequentare il Vgik (l’Istituto statale di cinematografia di Mosca),  ma poco prima del diploma, nel 1966, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Nonostante l’imputazione si sia rivelata poi infondata, ha scontato otto anni nei campi di prigionia. Nel 1974, dopo il carcere, l’amico cineasta, scrittore e artista Vasilij Šukšin lo ha aiutato a rientrare al Vgik e a trovare un lavoro come assistente a Minsk presso la Bielarus’fil’m, dove Kanevskij ha potuto realizzare Il grande segreto, episodio della serie televisiva Po sekretu vsemu svetu, che gli ha permesso di ottenere il diploma del Vgik nel 1977. Nello stesso anno si è trasferito a Leningrado dove ha lavorato non senza difficoltà per la Lenfil’m. Nel 1989 ha girato Sta’ fermo, muori e resuscita, presentato al Festival di Cannes nel 1990 e premiato con la Caméra d’or. Ha poi collaborato con il produttore francese Philippe Godeau per realizzare Una vita indipendente, seguito del film precedente e selezionato in concorso a Cannes nel 1992; nello stesso anno il ministro della cultura francese Jack Lang gli ha conferito l’onorificenza di “Chevalier des arts et des lettres”. Nel 1994 ha realizzato il documentario Nous, les enfants du XX siècle e, nel 1999 e nel 2002, altri due documentari dedicati alla nuova realtà della Russia postsovietica: Kto Bol’še e À l’automne d’une nouvelle vie. Nel 2005, ha scritto la sceneggiatura di un lungometraggio di finzione, Znak Sud’by [t.l. Segno del destino], pubblicata nell’almanacco cinematografico russo numero 6 del 2006 e nel 2009 ha ultimato la sceneggiatura per una serie televisiva in sette episodi, in collaborazione con lo sceneggiatore Eduard Volodarskij, che ha sostenuto Kanevskij fin dall’inizio della sua carriera. Si divide tra San Pietroburgo e Parigi, dove dal 1992 vive e lavora con la moglie Varvara Krasil’nikova, che ha collaborato a quasi tutti i suoi film, e con la figlia Katja.

Cast

& Credits

regia/director

Vitalij Kanevskij

sceneggiatura/screenplay

Vitalij Kanevskij, Varvara Krasil’nikova

fotografia/cinematography

Valentin Sidorin

montaggio/film editing

Olivier Ducastel

suono/sound

Vladimir Viktorov

interpreti/cast

i ragazzi di San Pietroburgo/Boys of St. Petersburg, Pavel Nazarov, Dinara Drukarova, Šura ?ernov

produttori/producers

Esther Hoffenberg, Thierry Garrel, Vitalij Kanevskij

produzione/production 

Lapsus, La Sep-Arte, Dar

coproduzione/coproduction 

Rai Tre, Danmarks Radio


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