ULIDI PICCOLA MIA

di Mateo Zoni
ULIDI BABY OF MINE

Informazioni

Nazione: Italia

Anno: 2011

Durata: 67'

29° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

 

Paola sta per compiere diciotto anni, di cui gli ultimi quattro trascorsi lontano dalla famiglia, in comunità. Non può e non vuole tornare a casa. Figlia di una donna musulmana e di un contadino, si trova divisa tra due culture molto diverse tra loro. Ora sarà inoltre costretta ad affrontare, dopo un lungo periodo di sofferenza, tutte le difficoltà legate alla fine dell’adolescenza e all’ingresso nell’età adulta.

 

«L’idea del film è nata da uno spettacolo teatrale che non ho visto, ma che mi è stato raccontato. Nella pièce, Paola, la giovane protagonista del mio film, canta una poesia di Mariangela Gualtieri: “Giuro che io salverò la delicatezza mia”. Quando me l’hanno presentata, mi ha coinvolto subito quel suo sguardo attraente nel quale è bello perdersi. Ulidi piccola mia è un film sulla delicatezza, che penso sia in assoluto il sentimento più trasgressivo. Il più scandaloso e forse il più rivoluzionario. Per questo vorrei che le immagini avessero sul pubblico un effetto quasi fisico: come una stretta confortante, un’energia sprigionata che infondesse coraggio».

Regia

Mateo Zoni

Mateo  Zoni

 

Mateo Zoni (Parma, 1979) ha diretto nel 2001 il documentario Fassbinder: dritto al cuore di Alexanderplatz, prodotto e trasmesso da RaiSat Cinema, seguito, tre anni dopo, da Rashomon o della verità, un documentario commissionato dal Centro Cultural de Belém, legato alla messa in scena della pièce teatrale Rashomon di Ry?nosuke Akutagawa, allestita da una compagnia di contadini in un villaggio rurale portoghese. Ha quindi realizzato Hanna Schygulla vede Hanna Schygulla, un’intervista in cui la grande attrice, vera e propria musa ispiratrice di Rainer Werner Fassbinder con cui ha realizzato oltre venti film, riflette sulla sua vita e la sua carriera. Nel 2007 ha diretto il cortometraggio Quando arrivano le vacanze, prodotto da Solares Fondazione delle Arti. Ulidi piccola mia è il suo primo lungometraggio.

Filmografia:

 

Fassbinder: dritto al cuore di Alexanderplatz (cm, doc., 2001), Rashomon o della verità (mm, doc., 2004), Hanna Shygulla vede Hanna Shygulla (cm, 2006), Quando arrivano le vacanze (cm, 2007), Ulidi piccola mia (2011). 

 

Cast and Credits

 

regia, sceneggiatura/director, screenplay

Mateo Zoni 

soggetto/story

dal libro/from the book Fuga dalla follia di/by Maria Zirilli 

fotografia/cinematography

Alessandro Chiodo 

montaggio/film editing

Sara Pazienti

scenografia/production design

Andrea Gualandri 

musica/music

Piernicola Di Muro

suono/sound

Ettore Santo

interpreti/cast

Paola Pugnetti, Giada Meraglia, Marcella Diena, Eleonora Deidda, Marco Romeo, Laura Polito, Stefano Bardi, Eleonora Rizzi, Giancarlo Pugnetti, Mina Bettache, Mirko Salati, Dante Pugnetti, Fousia Bettache, Mohammed Bettache, Fabio Vanni, Alessandro Nidi

produttori/producers

Nicola Giuliano, Francesca Cima, Andrea Gambetta, Mateo Zoni

produzione/production

Indigofilm, Cineteca di Bologna, Solares Fondazione delle Arti

vendita all’estero/world sales

Solares Fondazione delle Arti

Cronache

Martedì 29 Novembre, ore 20.45, Reposi 3

Torino 29

Ulidi - Piccola mia. Incontro con il regista Mateo Zoni

 

La genesi del film

Il progetto è nato in modo molto semplice. Un amico mi ha parlato di questo spettacolo teatrale in cui c’era Paola che cantava una canzone tratta da una poesia di Mariangela Gualtieri. Ho da subito pensato che mi sarebbe piaciuto farne un film. Ho quindi voluto conoscere Paola e da lì è nato tutto. C’è stata da subito un’immediata e grande apertura, oltre all’accettazione del lavoro con tutto quello che sarebbe comportato. In realtà è stato semplice: io davo alcune indicazioni e i ragazzi improvvisavano, per poi modificare e migliorare ciò che non funzionava.

 

Le riprese

Ho girato moltissimo materiale, anche se le riprese sono durate solo 40 giorni. Abbiamo quindi tagliato molto in fase di montaggio. Inizialmente il film doveva essere più breve, ma in un secondo tempo abbiamo deciso di tenere alcune scene più lunghe: così è stato per esempio nel caso del piano sequenza finale con i ragazzi che camminano per strada. Non ho girato tanti ciak per ogni scena: il più delle volte andava bene la prima. Devo dire che i ragazzi si sono dimostrati fin da subito molto ricettivi: una cosa che non mi aspettavo. Sono stati veramente molto bravi, sorprendenti.

 

Terapia

Non credo a una qualunque forma terapeutica del cinema. Ma in questo caso, è stata la stessa Paola a confermarmelo, ciò è avvenuto. Da parte mia non c’era però nessuna volontà di questo genere.

 

Da subito

È paradossale, ma ho deciso di voler fare questo film da subito, senza neppure aver visto lo

spettacolo. Ma è andata bene così.

 

Troupe

La troupe era molto ridotta (eravamo in quattro). Avevo inoltre scelto le persone non solo per le loro qualità tecniche (siamo tutti professionisti), ma anche per quelle umane: volevo esseri umani, non tecnici. Ci sono tanti piccoli errori o sbavature che ho deciso di lasciare: mi pareva che fossero importanti per dare al lavoro quella verità che volevo avesse.

 

Sceneggiatura

Il film è costato 80.000 euro. Non c’era un copione e paradossalmente ho poi voluto scrivere dei dialoghi dopo, a film finito, e funzionano anche: una bella sceneggiatura a posteriori.

 

Famiglia

Con la famiglia di Paola si è instaurato fin da subito un rapporto molto bello. Da loro c’era del resto la volontà di raccontarsi. Ho quindi passato dei momenti molto belli con il padre di Paola e la storia dei libri è vera. Da parte mia c’è stato d’altronde da subito molto rispetto. Un atteggiamento fondamentale per la riuscita del film.

 

Maria Zirilli

 

Il film è tratto da un libro di Maria Zirilli (che è la direttrice dell’ Unità Operativa di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl di Parma), intitolato Fuga dalla follia. Nel volume racconta la sua esperienza nei manicomi con Franco Basaglia (una realtà affrontata dal film del 1975 Matti da slegare di Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli) e in appendice ci sono tantissime storie di adolescenti di oggi e una di queste è stata poi alla base del mio film che è poi nato dopo l’incontro con Paola.

 

Camus

 

Il mio modello è stata inizialmente una frase di Camus secondo la quale per arrivare alla

verità bisogna abbandonarsi completamente alla realtà.

 

Progetti

Qualsiasi progetto futuro non credo possa prescindere da questo film. Ho già un’idea ed è

tratta da un racconto lungo. Questa volta, narrativa.

 

Finale

Il finale è nato così, non era studiato. Questa piazza con le giostre mi sembrava un po’ il

paese dei balocchi e i burattini credo abbiano un significato molto preciso, che però ancora

mi sfugge.

Sinossi Approfondisci

 

Paola sta per compiere diciotto anni, di cui gli ultimi quattro trascorsi lontano dalla famiglia, in comunità. Non può e non vuole tornare a casa. Figlia di una donna musulmana e di un contadino, si trova divisa tra due culture molto diverse tra loro. Ora sarà inoltre costretta ad affrontare, dopo un lungo periodo di sofferenza, tutte le difficoltà legate alla fine dell’adolescenza e all’ingresso nell’età adulta.

 

«L’idea del film è nata da uno spettacolo teatrale che non ho visto, ma che mi è stato raccontato. Nella pièce, Paola, la giovane protagonista del mio film, canta una poesia di Mariangela Gualtieri: “Giuro che io salverò la delicatezza mia”. Quando me l’hanno presentata, mi ha coinvolto subito quel suo sguardo attraente nel quale è bello perdersi. Ulidi piccola mia è un film sulla delicatezza, che penso sia in assoluto il sentimento più trasgressivo. Il più scandaloso e forse il più rivoluzionario. Per questo vorrei che le immagini avessero sul pubblico un effetto quasi fisico: come una stretta confortante, un’energia sprigionata che infondesse coraggio».

Regia Tutto sui registi del film

Mateo Zoni

Mateo  Zoni

 

Mateo Zoni (Parma, 1979) ha diretto nel 2001 il documentario Fassbinder: dritto al cuore di Alexanderplatz, prodotto e trasmesso da RaiSat Cinema, seguito, tre anni dopo, da Rashomon o della verità, un documentario commissionato dal Centro Cultural de Belém, legato alla messa in scena della pièce teatrale Rashomon di Ry?nosuke Akutagawa, allestita da una compagnia di contadini in un villaggio rurale portoghese. Ha quindi realizzato Hanna Schygulla vede Hanna Schygulla, un’intervista in cui la grande attrice, vera e propria musa ispiratrice di Rainer Werner Fassbinder con cui ha realizzato oltre venti film, riflette sulla sua vita e la sua carriera. Nel 2007 ha diretto il cortometraggio Quando arrivano le vacanze, prodotto da Solares Fondazione delle Arti. Ulidi piccola mia è il suo primo lungometraggio.

Filmografia:

 

Fassbinder: dritto al cuore di Alexanderplatz (cm, doc., 2001), Rashomon o della verità (mm, doc., 2004), Hanna Shygulla vede Hanna Shygulla (cm, 2006), Quando arrivano le vacanze (cm, 2007), Ulidi piccola mia (2011). 

 

Cast and Credits Scopri il cast del film

 

regia, sceneggiatura/director, screenplay

Mateo Zoni 

soggetto/story

dal libro/from the book Fuga dalla follia di/by Maria Zirilli 

fotografia/cinematography

Alessandro Chiodo 

montaggio/film editing

Sara Pazienti

scenografia/production design

Andrea Gualandri 

musica/music

Piernicola Di Muro

suono/sound

Ettore Santo

interpreti/cast

Paola Pugnetti, Giada Meraglia, Marcella Diena, Eleonora Deidda, Marco Romeo, Laura Polito, Stefano Bardi, Eleonora Rizzi, Giancarlo Pugnetti, Mina Bettache, Mirko Salati, Dante Pugnetti, Fousia Bettache, Mohammed Bettache, Fabio Vanni, Alessandro Nidi

produttori/producers

Nicola Giuliano, Francesca Cima, Andrea Gambetta, Mateo Zoni

produzione/production

Indigofilm, Cineteca di Bologna, Solares Fondazione delle Arti

vendita all’estero/world sales

Solares Fondazione delle Arti

Cronache Leggi le cronache

Martedì 29 Novembre, ore 20.45, Reposi 3

Torino 29

Ulidi - Piccola mia. Incontro con il regista Mateo Zoni

 

La genesi del film

Il progetto è nato in modo molto semplice. Un amico mi ha parlato di questo spettacolo teatrale in cui c’era Paola che cantava una canzone tratta da una poesia di Mariangela Gualtieri. Ho da subito pensato che mi sarebbe piaciuto farne un film. Ho quindi voluto conoscere Paola e da lì è nato tutto. C’è stata da subito un’immediata e grande apertura, oltre all’accettazione del lavoro con tutto quello che sarebbe comportato. In realtà è stato semplice: io davo alcune indicazioni e i ragazzi improvvisavano, per poi modificare e migliorare ciò che non funzionava.

 

Le riprese

Ho girato moltissimo materiale, anche se le riprese sono durate solo 40 giorni. Abbiamo quindi tagliato molto in fase di montaggio. Inizialmente il film doveva essere più breve, ma in un secondo tempo abbiamo deciso di tenere alcune scene più lunghe: così è stato per esempio nel caso del piano sequenza finale con i ragazzi che camminano per strada. Non ho girato tanti ciak per ogni scena: il più delle volte andava bene la prima. Devo dire che i ragazzi si sono dimostrati fin da subito molto ricettivi: una cosa che non mi aspettavo. Sono stati veramente molto bravi, sorprendenti.

 

Terapia

Non credo a una qualunque forma terapeutica del cinema. Ma in questo caso, è stata la stessa Paola a confermarmelo, ciò è avvenuto. Da parte mia non c’era però nessuna volontà di questo genere.

 

Da subito

È paradossale, ma ho deciso di voler fare questo film da subito, senza neppure aver visto lo

spettacolo. Ma è andata bene così.

 

Troupe

La troupe era molto ridotta (eravamo in quattro). Avevo inoltre scelto le persone non solo per le loro qualità tecniche (siamo tutti professionisti), ma anche per quelle umane: volevo esseri umani, non tecnici. Ci sono tanti piccoli errori o sbavature che ho deciso di lasciare: mi pareva che fossero importanti per dare al lavoro quella verità che volevo avesse.

 

Sceneggiatura

Il film è costato 80.000 euro. Non c’era un copione e paradossalmente ho poi voluto scrivere dei dialoghi dopo, a film finito, e funzionano anche: una bella sceneggiatura a posteriori.

 

Famiglia

Con la famiglia di Paola si è instaurato fin da subito un rapporto molto bello. Da loro c’era del resto la volontà di raccontarsi. Ho quindi passato dei momenti molto belli con il padre di Paola e la storia dei libri è vera. Da parte mia c’è stato d’altronde da subito molto rispetto. Un atteggiamento fondamentale per la riuscita del film.

 

Maria Zirilli

 

Il film è tratto da un libro di Maria Zirilli (che è la direttrice dell’ Unità Operativa di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl di Parma), intitolato Fuga dalla follia. Nel volume racconta la sua esperienza nei manicomi con Franco Basaglia (una realtà affrontata dal film del 1975 Matti da slegare di Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli) e in appendice ci sono tantissime storie di adolescenti di oggi e una di queste è stata poi alla base del mio film che è poi nato dopo l’incontro con Paola.

 

Camus

 

Il mio modello è stata inizialmente una frase di Camus secondo la quale per arrivare alla

verità bisogna abbandonarsi completamente alla realtà.

 

Progetti

Qualsiasi progetto futuro non credo possa prescindere da questo film. Ho già un’idea ed è

tratta da un racconto lungo. Questa volta, narrativa.

 

Finale

Il finale è nato così, non era studiato. Questa piazza con le giostre mi sembrava un po’ il

paese dei balocchi e i burattini credo abbiano un significato molto preciso, che però ancora

mi sfugge.