Nazione: Italia
Anno: 1998
Durata: 58'


Il 18 giugno 1946 viene assassinato don Umberto Pessina, parroco di San Martino di Correggio. È il più famoso dei delitti del cosiddetto "triangolo della morte". Per l'omicidio vengono condannati due ex-partigiani e, come mandante, il giovane sindaco comunista di Correggio, Germano Nicolini. È il frutto di una montatura operata da carabinieri, magistratura e curia locale - come dimostrer` la definitiva sentenza assolutoria emessa dalla corte di Perugia quasi cinquant'anni più tardi, nel 1993, dopo che Nicolini, innocente, ha passato più di dieci anni in carcere. Ma anche il Partito Comunista ha i suoi "scheletri nell'armadio". Nonostante i dirigenti conoscessero da sempre i nomi dei colpevoli, preferirono usare l'odissea personale di Nicolini come arma propagandistica. Alla sua uscita dal carcere alla fine degli anni '50, sar` proprio il PCI a porre i maggiori ostacoli alla riapertura del processo per non rivangare un passato imbarazzante fatto anche di "schegge impazzite".

"Comunisti si pone come obiettivo principale quello di descrivere una generazione di militanti, da Nicolini ai colpevoli del delitto ai dirigenti del PCI ancora vivi. Portati dalla lotta partigiana a considerare le vicende individuali spesso solo come marginali ai grandi movimenti della Storia, questi uomini si trovarono invischiati in un groviglio di contraddizioni in cui, come recita il titolo del memoriale di Nicolini, 'Nessuno voleva la verit`'. Comunisti è un progetto nato durante le riprese di Materiale resistente e sviluppatosi nell'arco di tre anni; prima per conto mio, poi con la collaborazione insostituibile di Daniele Vicari - che avevo conosciuto durante la lavorazione di Partigiani - senza cui il film non sarebbe quello che è. È evidente che questo terzo documentario girato a Correggio è stato reso possibile proprio dai due precedenti e dal rapporto che si è creato con i partigiani correggesi che, in questo caso, sono stati disponibili a raccontare storie e fatti che in altre occasioni si erano ben guardati dal dare in pasto al sensazionalismo. Fuori da ogni tentazione revisionistica, un film sugli uomini e sui loro ideali" (D. Ferrario).

Biografia

regista

Davide Ferrario

(1956, Casalmaggiore, Italia) è laureato in letteratura angloamericana. Nei primi anni Ottanta ha collaborato con periodici cinematografici e organizzato rassegne, eventi e festival di cinema. Autore di saggi sul cinema, di romanzi e di varie sceneggiature, ha diretto cortometraggi, documentari e lungometraggi di finzione. Fra questi ultimi vanno ricordati il suo esordio, La fine della notte (1989), Tutti giù per terra (1997), tratto dal romanzo di Giuseppe Culicchia, e Guardami, presentato alla Mostra di Venezia del 1999. Il suo romanzo Dissolvenza in nero, con protagonista Orson Welles, è stato tradotto in diverse lingue e portato sullo schermo nel 2006 da Oliver Parker (Fade to Black). Al Torino Film Festival ha presentato diversi lavori, fra cui Materiale resistente (1995), diretto con Guido Chiesa, Sexx (2016), Cento anni (2017). Nel 2020 ha presentato al Festival il documentario Nuovo cinema paralitico (2020).

FILMOGRAFIA

Non date da mangiare agli animali (cm, 1987), La fine della notte (1989), Lontano da Roma (doc, 1991), Anime fiammeggianti (1994), A Rimini (cm, 1995), Il figlio di Zelig (cm, 1995), Materiale resistente (co-regia Guido Chiesa, doc, 1995), Confidential Report (doc, 1996), Estate in città (cm, 1996), Partigiani (doc, 1997), Tutti giù per terra (1997), Figli di Annibale (1998), Sul quarantacinquesimo parallelo (doc, 1998), Guardami (1999), Comunisti (doc, 1999), Linea di confine (doc, 2000), La rabbia (doc, 2000), Le strade di Genova (doc, 2001), Fine amore: mai (doc, 2002), I Tigi a Gibellina (doc, 2002), Mondonuovo (doc, 2003), Dopo mezzanotte (2003), Se devo essere sincera (2004), La strada di Levi (doc, 2006), Tutta colpa di Giuda (2009), Piazza Garibaldi (doc, 2012), La luna su Torino (2014), La zuppa del demonio (doc, 2014), Accademia Carrara: il museo riscoperto (doc, 2015), Sexxx (doc., 2016), Cento anni (doc., 2017), Nuovo cinema paralitico (docufilm, 2020), Blood on the Crown (2021).

Daniele Vicari

Daniele Vicari, nato a Castel di Tora (Rieti), nel 1967, si è laureato in storia e critica del cinema presso l'Università di Roma. Collaboratore delle riviste «Cinema Nuovo» e «Cinema Sessanta», si occupa di cinema anche nel campo della didattica e nell'organizzazione di rassegne cinematografiche.

FILMOGRAFIA

Il nuovo (cm, 1993), Mari del Sud (cm, 1996), Partigiani (1997, co-regia Guido Chiesa, Davide Ferrario, Antonio Leotti), Comunisti (1998, co-regia Davide Ferrario), Uomini e lupi (cm, 1998), Bajram (cm, 1998), Non mi basta mai (1999, co-regia Guido Chiesa), Sesso marmitte e videogames (cm, 1999), Morto che parla (cm, 2000).

Cast

& Credits

Regia: Davide Ferrario, Daniele Vicari.
Soggetto: Davide Ferrario.
Fotografia: Andrea Pierpaoli.
Suono: Gianluca Costamagna.
Musica: Officine Schwartz, CSI, Modena City Ramblers.
Montaggio: Ilaria Fraioli.
Produzione: Franca Bertagnolli, Davide Ferrario - Dinosaura, via San Martino 9, 24129 Bergamo, Italy, tel. +39-35-252969.
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