Nazione: USA
Anno: 1958
Durata: 113'


Touch of Evil segnò il ritorno a Hollywood di Welles dopo la parentesi europea. Sarà il suo ultimo film finanziato da una major. Inizialmente la Universal aveva pensato a lui solo come sceneggiatore e attore; fu Charlton Heston a imporlo per il ruolo di regista. Welles, confermando la sua fama di autore geniale e interessato alla sperimentazione estetica, realizzò un'opera personalissima, che ovviamente non piacque ai produttori. La Universal decise di rimontare il film e affidò la regia di alcune scene aggiuntive a Harry Keller. Ma Welles in quel periodo contava di lavorare ancora con la major per altri cinque film "commerciali" e il probabile insuccesso di pubblico preannunciato dal cattivo esito di una preview di 109' avrebbe ostacolato il progetto. Così presentò al capo della Universal, Edward Muhl, un memorandum di 58 pagine contenente una serie di suggerimenti che avrebbero dovuto rendere il film più fluido e comprensibile. Da queste pagine si comprende che Welles aveva deciso di accettare alcune soluzioni volute dalla produzione (ad esempio mantenne le scene dirette dall'altro regista), cercando comunque di far passare le proprie scelte più personali, soprattutto quelle relative all'uso del suono e alla particolare articolazione narrativa della storia. Ma la Universal non tenne conto di queste indicazioni: tagliò ancora il film, fino a ottenerne una versione di 93' che avrebbe poi distributo in modo assai approssimativo in sale di serie B. Inoltre, quando venne il momento di editarlo in video, ne mise in circolazione una copia a metà strada fra la versione lunga (la preview) e quella di 93', nel frattempo praticamente scomparsa perché soppiantata proprio dalla versione preview ritrovata a metà degli anni '70 dalla UCLA (ed erroneamente indicata da Joseph McBride come "la versione Welles"). Ora la stessa Universal ritorna sui suoi passi proponendo - proprio sulla base di quel memorandum un tempo ignorato - una nuova versione di Touch of Evil ottenuta grazie a un lavoro di restauro al quale ha provveduto un team composto da Jonathan Rosembaun, critico e studioso di Welles, dal produttore Rick Schmidlin, dal montatore Walter Murch, da Bill Varney, Peter Reale, e ancora Walter Murch per la ri-sonorizzazione. Se è vero che la struttura del film rimane la stessa, i cambiamenti risultano però essenziali. Più che di aggiungere, si è trattato di eliminare. Ad esempio sono state tagliate inquadrature o scene che a Welles non piacevano perché svelavano troppo dei personaggi (due di Janet Leigh, una di Joseph Calleia), o perché producevano involontariamente un effetto comico fuori luogo (un'inquadratura che mostra i tre assalitori di Janet Leigh per quello che sono, tre piccoli, grotteschi delinquenti che risultano invece tanto più inquietanti se di essi ci si limita a far vedere le ombre minacciose che si allungano sulla donna). Ma l'intervento forse più importante è quello effettuato sul memorabile e lunghissimo piano sequenza d'apertura, dal quale sono stati eliminati i titoli di testa in sovraimpressione e il tema musicale di Henry Mancini. Welles voleva, infatti, usare quanto più possibile suoni d'ambiente e musica proveniente da fonti diegetiche, voleva cioè che lo spettatore entrasse nella storia attraverso il suono, che da esso si comprendesse l'atmosfera della sordida cittadina di confine nella quale il film è ambientato. Volontà certamente tradita dalla pur bella ma "invasiva" colonna sonora di Mancini (per non dire dei titoli di testa). Proprio riguardo alla musica, il regista aveva previsto solo un paio di temi fondamentali, da far comparire molto più avanti; tutto il resto sarebbe dovuto scaturire da fonti sonore presenti in campo (radio, juke-box, altoparlanti, complessi da night-club), e con un suono grezzo, non mixato né registrato in studio. Per il restauro del suono si è rivelato fondamentale possedere il negativo originale della versione breve del film, con la colonna audio registrata su tre bande separate: lavorando in modi e tempi distinti sugli effetti sonori e sul dialogo, il team della Universal ha potuto seguire con molto scrupolo le indicazioni di Welles. È certamente vero, come sostiene Rosenbaum, che l'attuale versione di Touch of Evil non è esattamente il director's cut ma semplicemente quello che il regista aveva deciso di fare per tentare di accontentare i produttori. Resta il fatto che questa operazione ci permetterà di riscoprire in una versione realmente nuova e più vicina al pensiero originale del suo autore un'opera già considerata fra le più importanti della storia del cinema.

Biografia

regista

Orson Welles

Orson Welles (Kenosha, Wisconsin, Usa, 1915-Hollywood, California, Usa, 1985) è considerato uno dei più importanti e geniali registi e attori della storia del cinema, ma anche del teatro e della radio (celebre la beffa da lui architettata con la trasmissione radiofonica di fantascienza La guerra dei mondi, che scatenò il panico negli Stati Uniti). Divenuto un vero e proprio caso cinematografico con Quarto Potere (1941), realizzato a soli venticinque anni e ritenuto da più parti uno dei film fondamentali del Novecento, nel corso della sua lunga e travagliata carriera ha diretto titoli notevoli quali L’orgoglio degli Amberson (1942), La signora di Shanghai (1947), Rapporto confidenziale (1955), L’infernale Quinlan (1958) e gli adattamenti di Shakepeare Macbeth (1948), Otello (1952) e Falstaff (1965). Tra i riconoscimenti da lui ottenuti la Palma d’oro nel 1952 per Otello, il Leone d’oro e l’Oscar alla carriera, entrambi nel 1970.

FILMOGRAFIA

Citizen Kane (Quarto Potere, 1941), The Magnificent Ambersons (L’orgoglio degli Amberson, 1946), The Stranger (Lo straniero, 1946), The Lady from Shanghai (La signora di Shanghai, 1947), Macbeth (id., 1948), Othello (Otello, 1952), Mr Arkadin (Rapporto confidenziale, 1955), Touch of Evil (L’infernale Quinlan, 1958), Falstaff (id., 1965), Histoire immortelle (Storia immortale, 1968).

Cast

& Credits

Regia: Orson Welles.
Sceneggiatura: Orson Welles, dal romanzo Badge of Evil di Whit Masterson.
Fotografia: Russell Metty.
Costumi: Bill Thomas.
Scenografia: Alexander Golitzen, Robert Clatworthy.
Suono: Leslie I. Carey, Frank Wilkinson.
Musica: Henry Mancini.
Montaggio: Virgil Vogel, Aaron Stell, Edward Curtiss.
Interpreti e personaggi: Orson Welles (Hank Quinlan), Charlton Heston (Ramon Miguel "Mike" Vargas), Janet Leigh (Susan Vargas), Joseph Calleia (Pete Menzies), Akim Tamiroff (zio Joe Grande), Marlene Dietrich (Tanya), Joseph Cotten (detective).
Produttore: Albert Zugsmith.
Produzione: Universal Studios.
Montaggio della versione restaurata: Walter Murch.
Restauro del sonoro: Bill Varney, Peter Reale, Walter Murch.
Restauro dell'immagine: Bob O'Neil.
Consulenza: Jonathan Rosenbaum.
Copia: October Films, 65 Bleecker Street, New York, NY 10012, USA, tel. +1-212-5394000, fax +1-212-5394099.
Contatti per l'estero: Universal Pictures, 100 Universal City Palza, Building # 488/8H, Universal City, CA 91608, USA, tel. +1-818-7774292, fax +1-818-8661476.
Produttore della versione restaurata: Rick Schmidlin.
Distribuzione: Sacher Distribuzione, via Vittor Pisani 12, 20100 Milano, tel. +39-2-67070685, fax +39-2-66711488.
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