Nazione: Italia
Anno: 2001
Durata: 40'


Storie di «affettivit`» nel carcere milanese di San Vittore, tra ironia, comicit`, consapevolezza, vulnerabilit` e confessioni. L'arrivo di nuovi detenuti, i ricordi della vita esterna, i rapporti con l'altro/a, l'amore, il matrimonio.

«Ho cominciato a frequentare il carcere di San Vittore un paio di anni fa, invitato a una lezione sul montaggio. Sono stato colpito dall'umanit` dei partecipanti al Gruppo Audiovisivi e dei loro compagni. Da allora inventiamo storie, piccoli episodi di vita carceraria e li mettiamo in scena. Questo è fino ad oggi il nostro lavoro più complesso, sulla "affettivit` in carcere". E non è un documentario, tanto meno un'inchiesta o un reportage: anche se nemmeno noi sappiamo esattamente come definirlo» (Davide Ferrario).

Biografia

regista

Gruppo Audiovisivi del carcere di San Vittore

Il Gruppo Audiovisivi di San Vittore è nato da un'iniziativa della direzione del carcere, della Regione Lombardia e del Centro di formazione professionale Vigorelli. I detenuti partecipanti alle attività del Gruppo vengono qualificati come montatori e operatori cinetelevisivi: non pochi tra questi hanno in seguito trovato occupazione presso televisioni private.

FILMOGRAFIA

Fine amore: mai (2001).

Davide Ferrario

(1956, Casalmaggiore, Italia) è laureato in letteratura angloamericana. Nei primi anni Ottanta ha collaborato con periodici cinematografici e organizzato rassegne, eventi e festival di cinema. Autore di saggi sul cinema, di romanzi e di varie sceneggiature, ha diretto cortometraggi, documentari e lungometraggi di finzione. Fra questi ultimi vanno ricordati il suo esordio, La fine della notte (1989), Tutti giù per terra (1997), tratto dal romanzo di Giuseppe Culicchia, e Guardami, presentato alla Mostra di Venezia del 1999. Il suo romanzo Dissolvenza in nero, con protagonista Orson Welles, è stato tradotto in diverse lingue e portato sullo schermo nel 2006 da Oliver Parker (Fade to Black). Al Torino Film Festival ha presentato diversi lavori, fra cui Materiale resistente (1995), diretto con Guido Chiesa, Sexx (2016), Cento anni (2017). Nel 2020 ha presentato al Festival il documentario Nuovo cinema paralitico (2020).

FILMOGRAFIA

Non date da mangiare agli animali (cm, 1987), La fine della notte (1989), Lontano da Roma (doc, 1991), Anime fiammeggianti (1994), A Rimini (cm, 1995), Il figlio di Zelig (cm, 1995), Materiale resistente (co-regia Guido Chiesa, doc, 1995), Confidential Report (doc, 1996), Estate in città (cm, 1996), Partigiani (doc, 1997), Tutti giù per terra (1997), Figli di Annibale (1998), Sul quarantacinquesimo parallelo (doc, 1998), Guardami (1999), Comunisti (doc, 1999), Linea di confine (doc, 2000), La rabbia (doc, 2000), Le strade di Genova (doc, 2001), Fine amore: mai (doc, 2002), I Tigi a Gibellina (doc, 2002), Mondonuovo (doc, 2003), Dopo mezzanotte (2003), Se devo essere sincera (2004), La strada di Levi (doc, 2006), Tutta colpa di Giuda (2009), Piazza Garibaldi (doc, 2012), La luna su Torino (2014), La zuppa del demonio (doc, 2014), Accademia Carrara: il museo riscoperto (doc, 2015), Sexxx (doc., 2016), Cento anni (doc., 2017), Nuovo cinema paralitico (docufilm, 2020), Blood on the Crown (2021).

Cast

& Credits

Regia: Gruppo Audiovisivi del carcere di San Vittore coordinato da Davide Ferrario.
Soggetto e sceneggiatura: Marcelo Nieto, Santino Stefanini.
Musica: Pedro Alvarez.
Montaggio: Vincenzo Verzillo.
Interpreti: i detenuti e le detenute del carcere di San Vittore, Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti.
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