Nazione: USA
Anno: 1995
Durata: 98'


Seduto accanto alla tomba del vecchio amico Bill Hickok, l’avventuriero inglese Charley Prince ripercorre gli eventi che fecero dello sceriffo pistolero «Wild Bill» la più temuta leggenda del selvaggio West. Adattando il lavoro teatrale Padri e figli di Thomas Babe e il romanzo Deadwood di Pete Dexter, Hill realizza una pellicola in cui sogni, verità storica, flashback fantasmatici, viraggi in seppia, angolazioni sghembe, tratteggiano con funerea suggestione l’epopea terminale di un mito.

«In Wild Bill esamino l’idea di eroe. Bill Hickcok era un tizio costretto a vivere con la celebrità, era uno degli americani più famosi del suo tempo, come un campione dello sport o un uomo di spettacolo. Non poteva entrare in un bar del West senza essere riconosciuto: alcuni volevano farci a botte, altri gli offrivano da bere. Il film esamina il lato buono e quello cattivo della sua attitudine verso la celebrità. […] Comincio a pensare che questo paese non ricordi più persone come lui, e credo sia un grave errore». (W. Hill)

Biografia

regista

Walter Hill

Walter Hill (Long Beach, California, 1942) si iscrive alla Michigan University dopo aver studiato Arte e scopre la passione per il cinema mentre frequenta all'università. Evitata la coscrizione obbligatoria durante la guerra in Vietnam, Hill si trasferisce a Los Angeles ed entra nel mondo del cinema come assistente alla regia. Lavora quindi sui set di Bullit (Peter Yates, 1968) e Il caso di Thomas Crown (Norman Jewison, 1968) e nel 1971 incontra Sam Peckinpah, per il quale scrive la sceneggiatura di Getaway! (1972). Dopo aver lavorato alla sceneggiatura di L'agente speciale Mackintosh (John Huston, 1973), nel 1975 Hill esordisce dietro la macchina da presa con L'eroe della strada, una storia legata alla boxe clandestina ambientata durante la Grande depressione. Seguono poi la sceneggiatura di Detective Harper: acqua alla gola (Stuart Rosenberg, 1976) e il secondo film come regista, il poliziesco Driver l'imprendibile (1978). Ma è con il successivo I guerrieri della notte (1979), film che miscela cinema classico e cinema moderno, horror e musical, western e thriller, che Walter Hill conquista la fama internazionale. Il successo viene ribadito dal successivo Alien (Ridley Scott, 1979), di cui Hill è produttore e, insieme a David Giler (suo abituale collaboratore), sceneggiatore non accreditato. Nel 1980 Hill si confronta per la prima volta con il western, dirigendo I cavalieri dalle lunghe ombre e due anni più tardi ottiene il più grande successo della sua carriera con l'action movie 48 ore, che lancia la star Eddie Murphy e trova conferma nella favola rock Strade di fuoco (1984). Negli anni successivi si cimenta con diversi generi - la commedia di Chi più spende… più guadagna (1985), il film musicale di Mississippi Adventure (1986), il western moderno di Ricercati: ufficialmente morti (1987), il noir di Johnny il bello (1989) - e anche con produzioni più commerciali, come Danko (1988) e il sequel Ancora 48 ore (1990), pur non ottenendo più il medesimo consenso riscontrato a cavallo tra gli anni '70 e '80. Dopo l'action movie I trasgressori (1992), Hill ritorna a lavorare sul genere western con Geronimo (1993), su sceneggiatura di John Milius, Wild Bill (1995) e Ancora vivo (1996), tratto da una storia di Kurosawa. Nel 2002 dirige Undisputed, ambientato in un carcere della California e ispirato alla vicenda di Mike Tyson, e nel 2004 realizza l'episodio pilota della serie western della HBO, Deadwood. Attualmente è impegnato in Canada per le riprese del suo prossimo western Daughters of Joy.

FILMOGRAFIA

Walter Hill (Long Beach, California, 1942) studied art and later enrolled at Michigan University, where he discovered his passion for cinema. He avoided the draft during the Vietnam war, moved to Los Angeles and entered the world of cinema as assistant director. He worked on the set of Bullit (Peter Yates, 1968) and The Thomas Crown Affair (Norman Jewison, 1968) and in 1971 met Sam Peckinpah, for whom he wrote the screenplay for the film The Getaway (1972). After writing the screenplay for The MacKintosh Man ( John Huston, 1973), Hill debuted as director in 1976 with Hard Times, a story about clandestine boxing matches during the Great Depression. He next wrote the screenplay for The Drowning Pool (Stuart Rosenberg, 1975) and went on to direct his second movie, the detective film The Driver (1978). Walter Hill won international fame with his next film, The Warriors (1979), which mixes classic and modern cinema, horror films and musicals, westerns and thrillers. His success was confirmed by his next movie, Alien (Ridley Scott, 1979), which Hill produced and, along with David Giler (his present collaborator), was also non-accredited screenwriter. In 1980 Hill tried his hand at westerns for the first time and directed The Long Riders, followed two years later by the greatest success of his career, the action film 48 Hrs., which made Eddie Murphy a star, and in 1984 the rock fairy tale Streets of Fire. Over the next few years Hill experimented different genres - comedies, Brewster's Millions (1985); musicals, Crossroads (1986); modern westerns, Extreme Prejudice (1987); noir films, Johnny Handsome (1989) - along with more commercial productions like Red Heat (1988) and the sequel Another 48 Hrs. (1990), without the same box office and critical success he had enjoyed during the 1970s and '80s. After the violent film Trespass (1992), Hill returned to directing westerns with Geronimo: An American Legend (1993) and writing screenplays for John Milius, Wild Bill (1995) and Last Man Standing (1996), based on a story by Kurosawa. In 2002 he directed Undisputed, which takes place in a California prison and is inspired by Mike Tyson's vicissitudes, and in 2004 he directed the pilot film of a western series on HBO entitled Deadwood. Hill is now on location in Canada shooting his next western, Daughters of Joy.

Cast

& Credits

regia, sceneggiatura/director, screenplay Walter Hill
soggetto/story Deadwood di/by Pete Dexter; Frather and Sons di/by Thomas Babe
fotografia/director of photography Lloyd Ahern
scenografia/set design Joseph C. Nemec
costumi/costume design Dan Moore
montaggio/film editor Freeman Davies
musica/music Van Dyke Parks
suono/sound Lee Orloff
interpreti e personaggi/cast and characters Jeff Bridges (James Butler “Wild Bill” Hickok), Ellen Barkin (Calamity Jane), John Hurt (Charley Prince), Diane Lane (Susannah Moore), Keith Carradine (Buffalo Bill Cody), David Arquette (Jack McCall), Christina Applegate (Lurline Newcomb), Bruce Dern (Will Plummer), James Gammon (California Joe), James Remar (Donnie Lonigan)
produttore/producer Lili Fini Zanuck, Richard D. Zanuck
coproduttore/coproduction Gary Daigler
produzione/production The Zanuck Company, United Artistis
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