Repubblica Cecena, oggi, in un accampamento di truppe russe. Aleksandra Nikolaevna è una nonna venuta a far visita al nipote, uno dei migliori ufficiali della sua unità. Trascorrerà qui alcuni giorni e scoprirà un mondo nuovo. In questo universo maschile, non ci sono donne, calore o comodità, la vita quotidiana è spartana e le persone faticano a esprimere i loro sentimenti. O forse, semplicemente, per i sentimenti non c’è il tempo e l’energia. Ogni giorno e ogni ora si decidono questioni di vita o di morte. Ciononostante è ancora un mondo abitato da esseri umani. «Per me questa storia non riguarda l’attualità, ma l’eternità. Non riguarda la Russia dei nostri giorni, la sua politica nel Caucaso, o il suo esercito, ma la sua vita eterna. La guerra è sempre una cosa orribile. In questo film di guerra, la guerra non c’è. Non mi piacciono i film bellici. Non c’è poesia nella guerra, né bellezza, e non potrebbe mai essere filmata poeticamente. Il nostro film è un’opera di finzione, non un atto politico. Nel film, cerchiamo modi per unire le persone, e li troviamo».
Biografia
regista

Aleksandr Sokurov
(Podorvicha, Russia, 1951) studia cinema presso il VGIK di Mosca e ne esce anzitempo per i contrasti con il Goskino. Nel 1980 entra nella Lenfil'm, ma solo con la perestrojka si potranno vedere i lavori di questo periodo, come l'opera prima The Lonely Voice of Man (1978). Nel 1985 inaugura la serie delle Elegie e negli anni '90 sperimenta la tecnica digitale in A Humble Life (1997) e Dolce (1999). Conosce la consacrazione con Madre e figlio (1997), Moloch (1999), Arca russa (2002) e Father and Son (2003). . Nel 2003 il Torino Film Festival gli ha dedicato una retrospettiva completa. Nel 2011 ha vinto il Leone d'oro alla Mostra di Venezia con Faust. Nel 2019 la sua scuola di cinema nel Kabardino-Balkaria, che ha lanciato giovani registi come Kantemir Balagov e Kira Kovalenko, è stata chiusa per via dei contrasti tra il regista e il governo russo.
FILMOGRAFIA
Finzione
Odinokiy golos cheloveka (La voce solitaria dell’uomo, 1978-1987), Razzhalovannyy (The Degrade, cm, 1980), Skorbnoye beschuvstviye (Una dolorosa indifferenza, 1983-1987), Ampir (cm, 1987), Dni zatmeniya (I giorni dell'eclisse, 1988), Spasi i sohrani (Salva e custodisci, 1989), Krug vtoroy (Il secondo cerchio, 1990), Kamen (Pietra, 1992), Tikhiye stranitsy (Pagine sommesse, 1994), Mat i syn (Madre e figlio, 1997), Molokh (Moloch, 1999), Telets (Taurus, 2001), Russkiy kovcheg (Arca russa, 2002), Otets i syn (Padre e figlio, 2003), Solntse (Il Sole, 2005), Aleksandra (Alexandra, 2007), Faust (id., 2011), Francofonia (id., 2015), Skazka (Fairytale, 2022).
Elegie
Elegiya (Elegia, cm, 1986), Moskovskaya elegiya (Elegia moscovita, 1987), Peterburgskaya elegiya (Elegia di San Pietroburgo, mm, 1990), Sovetskaya elegiya (Elegia sovietica, cm, 1990), Prostaya elegiya (Elegia semplice, 1990), Elegiya iz Rossii (Elegia dalla Russia... studi per un sogno, 1992), Vostochnaya elegiya (Elegia orientale, 1996), Elegiya dorogi (Elegia di un viaggio, 2001), Elegiya zhizni. Rostropovich. Vishnevskaya (Elegia della vita - Rostropovich, Vishnevskaya, 2006).
Documentari
I nichego bolshe (And Nothing More, 1987), Zhertva vechernyaya (Evening Sacrifice, 1987), Patience Labour (1987), Altovaya sonata. Dmitriy Shostakovich (Sonata for Viola. Dmitri Shostakovitch, 1988), Mariya (Maria, 1988), Sonata dlya Gitlera (Sonata for Hitler, 1989), K sobytiya v Zakavkazye (To the Events in Transcaucasia, 1990), Leningradskaya retrospektiva (1957-1990) (A Retrospection of Leningrad (1957-1990), 1990), An Example of Intonation (1991), Soldatskiy son (Soldier’s Dream, cm, 1995) , Dukhovnyye golosa (Spiritual Voices, 1995), Robert Schastlivaya zhizn (Hubert Robert. A Fortunate Life, 1996), Smirennaya zhizn (Una vita umile ,1997), Peterburgskij dnevnik: Otkrytie pamjatnika Dostoevskomu (Diario di San Pietroburgo: L’inaugurazione del monumento a Dostoevskij, 1997), Peterburgskij dnevnik: Kvartira Kozintseva (Diario di San Pietroburgo: L’appartamento di Konincev, 1998), Povinnost (Confession, 1998), The Dialogues with Solzhenitsyn (Uzel) (1998), Dolce (2000), Peterburgskij dnevnik: Mozart. Rekviem (Diario di San Pietroburgo: Mozart. Requiem, 2004), Citaem blokadnuju knigu (Leggendo il libro dell’assedio, 2009), Zapisnaja knižka režisëra (Director's diary, doc, 2025)
.Cast
& Credits
fotografia/director of photography Aleksandr Burov
scenografia/set design Dmitri Maliˇc-Konkov
costumi/costume design Lidiya Kryukova
montaggio/film editor Sergei Ivanov
musica/music Andrei Sigle
suono/sound Vladimir Persov
interpreti e personaggi/cast and characters Galina Vishnevskaija (Aleksandra), Vasili Shevtsov (Denis), Raisa Gichaeva (Malia), Andrei Bogdanov, Aleksandr Kladko, Aleksei Nejmijshev, Rustam Shahgireev, Evgeni Tkachuk
produttore/producer Andrei Sigle
produzione/production Proline Film, Rézo Productions
coproduttore/coproducer Laurent Daniélou
distribuzione/distribution Eskimo


