Nazione: Italia
Anno: 1970
Durata: 60'


migrazione La terza parte del ciclo Fiore d’eringio. Rassegna di migranti ideali che a tratti raccontano e impersonano schegge di miti, fra tutti la Grande Madre, che appare ora come la Sulamite di Stockhausen, ora come la prostituta pensionata cantata da Villon-Pound, ora come la regina di Candaule e Gige in Erodoto, ora come Kore o l’Annunciata del Magnificat. Visivamente, i ritratti individuali convergono in una forma di festa collettiva ispirata all’India (donde partì una delle prime migrazioni per popolare l’Europa). In seguito il parossismo emotivo si placa e riprende la serie dei migranti con le loro individualità solitaria.    «Si guardano i compagni di viaggio, coloro che si incontrano per strada. Tutto è immobile (come la luce)... rumori di città nella sera, e sempre, come li sentì Rimbaud... di sere quando la storia del viaggio viene raccontata, e mutata: mito come semplice necessità, dalla memoria... storia delle innumerevoli forme, che non si possono raccontare, vicinanza e distanza: arte migratoria, se può essere film...» «L’influsso precipuo è l’India (verso l’inizio uso fotografie che vi avevo scattato nel 1969), che però si unisce a una visione medioevaleggiante (affreschi sbrecciati di cappelle). Tutto sommato Migrazione è un tentativo di sacra rappresentazione».

Biografia

regista

Massimo Bacigalupo

Massimo Bacigalupo (Rapallo, Genova, 1947) ha realizzato le prime pellicole nell’ambito del Cine Club Fedic del Tigullio, collaborando vari anni alla realizzazione del Festival internazionale del cinema d’amatore di Rapallo. Nel 1966 con Quasi una tangente ottenne il primo premio al Festival di Montecatini. Grazie a Ezra Pound, conobbe per tempo esponenti del New American Cinema e portò a Rapallo nel 1964 l’antologia del cinema underground Usa che era passata a Spoleto. Iscritto all’Università di Roma, nel 1967 si associò al gruppo romano di filmmaker indipendenti che nell’autunno dello stesso anno confluirono nella Cooperativa cinema indipendente con sede prima a Napoli, poi a Roma. La Cooperativa presentò la sua prima rassegna al Filmstudio ’70 nel marzo 1968, anno in cui Bacigalupo realizzò il film-happening 60 metri per il 31 marzo e successivamente Versus, entrambi muti. Nel 1969, per iniziativa di Gianfranco Baruchello, gli amici della Cooperativa produssero il film collettivo Tutto tutto nello stesso istante, al cui montaggio collaborarono Baruchello, Bacigalupo e Giorgio Turi. Nel 1969-70 Bacigalupo realizzò Fiore d’eringio, una serie di quattro film, per una durata complessiva di circa due ore, in parte ispirata a un viaggio in Persia, Afghanistan e India. Partecipò al London Film Festival dell’agosto 1970, e proseguì per Danimarca, Svezia e Germania con una rassegna di film italiani. Una sua traduzione di scritti di Stan Brakhage, Metafore della visione, fu edita da Feltrinelli nel 1970. Durante un soggiorno di studio a New York completò Warming Up, che ebbe la sua prima proiezione il 20 aprile 1973 presso gli Anthology Film Archives diretti da Jonas Mekas. Nel maggio 1974 presentò una rassegna del cinema sperimentale italiano presso la Cineteca nazionale di Madrid e a Barcellona. A un secondo soggiorno americano del 1975 risale Cartoline dall’America e il documentario Into the House. Su suggerimento di Alfredo Leonardi, Fernaldo Di Giammatteo aveva affidato a Bacigalupo la realizzazione di un numero monografico di «Bianco & Nero» sul «Cinema sperimentale» che uscì nel 1973, e che raccoglie materiali sull’epoca dell’underground che ormai volgeva a termine. In seguito Bacigalupo si è dedicato soprattutto all’insegnamento (letteratura americana e inglese all’Università di Genova), alla critica letteraria (L’ultimo Pound, 1981; Grotta Byron, 2001) e alla traduzione (per cui ha ottenuto significativi riconoscimenti). Ha continuato a organizzare proiezioni e a partecipare ai vari convegni sull’underground, e a documentare in video sue attività, come la lettura pubblica dell’Ulisse di James Joyce che cura annualmente a Genova. Nel 2005 Paolo Brunatto gli ha dedicato un «Omaggio» nella serie Schegge di utopia. 

FILMOGRAFIA

filmografia/filmography   Lilan (cm, 1965), Quasi una tangente (mm, 1966), Ariel loquitur (mm, 1967), 60 metri per il 31 marzo (cm, 1968), Versus (cm, 1968), Her (cm, 1968), The Last Summer (cm, 1969), Né bosco (una conversazione) (cm 1970), Migrazione (mm, 1970), Paphos (cm, 1970), Coda (cm, 1970), Warming Up (mm, 1973), Into the House (cm, 1975), Cartoline dall’America (cm, 1975).

Cast

& Credits

regia/director

Massimo Bacigalupo 

 

interpreti/cast 

Shahla Arbabi, Piero Bargellini, John Cardale, Mariella De Bernardi, Tonino De Bernardi, Jacques Defert, Pia Epremian, Dilys Ferguson, Luisa Musante, Martine Rog, Bruce Saylor, Alba Vivante, Charis Vivante, Andreas Weiland, Susan Winterbottom


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