Sogno di un Eldorado irraggiungibile (la «Fat City» del titolo), per due pugili che si arrabattano negli incontri di bassissima categoria di una città marginale (Stockton). Periferia triste dell’impero per anime arrivate al capolinea, si tratti di maturi pugili falliti o di giovani volonterosi: Stacy Keach e Jeff Bridges intrecciano amicizia, bevute, delusioni in uno dei capolavori malinconici e lucidi di quegli anni. Diretto da un vecchio leone che aveva capito tutto.
Biografia
regista

John Huston
(Nevada, Missouri, Usa, 1906 - Middletown, Rhode Island, Usa, 1987), figlio dell’attore Walter e della giornalista Reah Gore, dopo il divorzio dei genitori ha vissuto con la madre in diverse città degli Stati Uniti, fino a stabilirsi a Los Angeles. Qui si è avvicinato alle arti figurative, allo studio del francese e alla boxe, sport in cui ha ottenuto buoni risultati. Nel 1924, durante un viaggio a New York per incontrare il padre in scena a Broadway, ha debuttato come attore teatrale, professione presto abbandonata per unirsi alla cavalleria militare messicana. Trasferitosi a Città del Messico ha cominciato a dedicarsi alla scrittura e nel 1929, dopo la notizia della pubblicazione di un suo racconto sulla rivista «American Mercury», è tornato negli Stati Uniti. Convocato a Hollywood da Samuel Goldwyn, ha lavorato come sceneggiatore alla Metro, alla Universal Pictures e alla Gaumont-British di Londra, fino ad approdare nel 1938 alla Warner, per la quale ha scritto La figlia del vento di William Wyler e Una pallottola per Roy, pellicola grazie a cui Humphrey Bogart si è affermato definitivamente come attore. Il successo del film ha permesso a Huston di esordire alla regia nello stesso anno con Il mistero del falco. L’anno seguente ha diretto In questa nostra vita e Agguato ai tropici, prima che l’esercito gli richiedesse di girare tre documentari di propaganda bellica. Tornato in patria ha vinto tre Oscar con Il tesoro della Sierra Madre (1948), tra cui quello come migliore attore non protagonista al padre Walter. Ha quindi realizzato L’isola di corallo e, nel 1950, il noir Giungla d’asfalto. Sono questi gli anni segnati dal maccartismo, di cui è stato un feroce oppositore insieme all’amico Bogart, che lo ha portato a lavorare su soggetti meno legati all’attualità, come La regina d’Africa, Moulin Rouge e Moby Dick. Nel 1960 ha diretto Gli spostati, scritto da Arthur Miller e ultimo film interpretato sia da Marilyn Monroe sia da Clark Gable, nel 1966 ha realizzato in Italia il kolossal La Bibbia, in cui ha interpretato Noè, e l’anno seguente Riflessi in un occhio d’oro, tratto dall’omonimo romanzo di Carson McCullers. Parallelamente alla regia si è dedicato alla professione di attore in film come Il cardinale (1963) di Otto Preminger (con cui ha vinto un Golden Globe), l’incompiuto The Other Side of the Wind (1972) di Orson Welles, Chinatown (1974) di Roman Pola?ski e Il vento e il leone (1975) di John Milius. Dopo alcuni film girati in Europa, ha fatto ritorno negli Stati Uniti nel 1972 per realizzare Città amara. A L’uomo che volle farsi re (1975), interpretato da Sean Connery e Michael Caine, è seguito un periodo di inattività terminato con la regia di La saggezza nel sangue (1979). Ha quindi girato diversi film, tra cui Sotto il vulcano (1984), premiato a Cannes con un omaggio speciale, e L’onore dei Prizzi, presentato a Venezia nel 1985, con cui la figlia Anjelica ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Nel 1987 ha diretto il suo ultimo film, The Dead - Gente di Dublino, tratto dal celebre racconto di James Joyce.
FILMOGRAFIA
Il mistero del falco (The Maltese Falcon, 1941), In questa nostra vita (In This Our Life, 1942), Agguato ai tropici (Across the Pacific, 1942), Vittoria tunisina (Tunisian Victory, doc, co-regia Hugh Stewart, Anthony Veiller, Frank Capra, 1944), The Battle of San Pietro (doc, 1945), Il tesoro della Sierra Madre (The Treasure of the Sierra Madre, 1948), L’isola di corallo (Key Largo, 1948), Stanotte sorgerà il sole (We Were Strangers, 1949), Giungla d’asfalto (The Asphalt Jungle, 1950), La prova del fuoco (The Red Badge of Courage, 1951), La regina d’Africa (The African Queen, 1951), Moulin Rouge (1952), Il tesoro dell’Africa (Beat the Devil, 1953), Moby Dick, la balena bianca (1956), L’anima e la carne (Heaven Knows, Mr. Allison, 1957), Il barbaro e la geisha (The Barbarian and the Geisha, 1958), Le radici del cielo (The Roots of Heaven, 1958), Gli inesorabili (The Unforgiven, 1960), Gli spostati (The Misfits, 1960), Freud - Passioni segrete (The Secret Passion, 1962), I cinque volti dell’assassino (The List of Adrian Messenger, 1963), La notte dell’iguana (Night of the Iguana, 1964), La Bibbia (The Bible: In The Beginning, 1966), James Bond 007 - Casino Royale (Casino Royale, co-regia Ken Hughes, Val Guest, Robert Parrish, Joseph McGrath, 1967), Riflessi in un occhio d’oro (Reflections in a Golden Eye, 1967), La forca può attendere (Sinful Davey, 1969), Di pari passo con l’amore e la morte (A Walk with Love and Death, 1969), Lettera al Kremlino (The Kremlin Letter, 1970), Città amara - Fat City (Fat City, 1972), L’uomo dai 7 capestri (The Life and Times of Judge Roy Bean, 1972), L’agente speciale Mackintosh (The Mackintosh Man, 1973), L’uomo che volle farsi re (The Man Who Would Be King, 1975), La saggezza nel sangue (Wise Blood, 1979), Fobia (Phobia, 1980), Fuga per la vittoria (Victory, 1981), Annie (1982), Sotto il vulcano (Under the Volcano, 1984), L’onore dei Prizzi (Prizzi’s Honor, 1985), The Dead - Gente di Dublino (The Dead, 1987).
Cast
& Credits
John Huston
SOGGETTO
dall’omonimo romanzo di/from the novel of the same title by Leonard Gardner
SCENEGGIATURA
Leonard Gardner
FOTOGRAFIA
Conrad L. Hall
MONTAGGIO
Walter Thompson
SCENOGRAFIA
Richard Sylbert
COSTUMI
Dorothy Jeakins
INTERPRETI E PERSONAGGI
Stacy Keach (Billy Tully), Jeff Bridges (Ernie Munger), Susan Tyrrell (Oma), Candy Clark (Faye)
PRODUTTORI
John Huston, Ray Stark
PRODUZIONE
Columbia Pictures, Rastar Pictures


