Nazione: USA
Anno: 1959
Durata: 34'


Jack dice che ho fatto il film troppo pesante. La sua intenzione e quella di Bob era di fare una commedia leggera del tipo dei film di mostri. Due commedie, in realt` due storie distinte che venivano girate contemporaneamente, finché non ci fu un litigio su chi dovesse pagare per la pellicola distrutta in un incendio scoppiato quando il gatto di Jack rovesciò una candela; Jack sosteneva che era un atto divino. Nell'inverno del '59 Bob mi mostrò il materiale girato. Non avendo idea della storia originaria, potei vederlo non come gli squisiti frammenti di un fallimento, anzi di due fallimenti, ma come le componenti di una nuova totalit`. Bob mi cedette il materiale, e con esso la libert` di svilupparlo nel modo che ritenessi opportuno. Credo che fu alla fine del 1960 che Jack ed io ignorammo i nostri personali dissapori abbastanza a lungo per registrare le sue, parole e le canzoni per la colonna sonora. Le frasi che ripeteva nel registratore furono le uniche che per un certo periodo gli sentii dire; gran parte erano frasi di stizza che amava recitare in continuazione: le sue lezioni. Il procedimento di registrazione dei monologhi e delle canzoni: gli facevo sentire pezzi dalla mia collezione di 78 giri, musica degli anni '20 e '30, a volte solo l'inizio di un disco, e se gli piaceva facevo ripartire il disco e registravo immediatamente. Non credo che ci fu mai una seconda registrazione. Ci furono dei miracoli di improvvisazione, e ogni mancanza di chiarezza nel discorso è dovuta all'attrezzatura che usavamo, molto di secondo, terzo, quarto rango. Per il monologo di Madame Nescience io suono l'arpa. Jack ha fornito la musica araba, c'è anche qualche Safari in HiFi, un quartetto d'archi di VillaLobos accelerato, un'ossessiva sezione di un 45 per bambini... Baby Wants to Sleep. Nel film è stata inserita una piccola parte di mio materiale precedente, la breve sequenza a colori di "annegamento nell'incoscienza" poco dopo l'inizio. Blonde Cobra è una narrazione disordinata; no, non proprio una narrazione, è solo dilatata nel tempo per maggiore comodit` espressiva. È uno sguardo su una vita in esplosione, su un uomo ricco di immaginazione che soffre le privazioni di un Lower East Side non ancora di moda, e consumato dal disgusto per gli anni '50, '40, '30 in America. Sciocco, pieno di autocommiserazione, oppresso dalla colpa e tuttavia trionfante con stile a un certo livello sulla situazione, perché è ostinatamente dotato, ha un coraggio innato, e sa che una condizione disonorevole può servire a dare il massimo rilievo al suo personaggio. Egli insiste, afferma la sua presenza per quello che è, fa tutto il possibile per estorcere la nostra disapprovazione mettendo alla prova il nostro amore per i limiti,... allettandoci a un assurdo atteggiamento morale per meglio scaricarci con un regale "fuori dai coglioni". Ken Jacobs, Catalogo n. 6 della Filmmakers' Cooperative Recentemente sono apparsi diversi film underground che, credo, segnano una svolta molto importante nel cinema indipendente. Come Shadows e Pull My Daisy hanno segnato la fine della tradizione del cinema d'avanguardia sperimentale degli anni '40 e '50 (il cinema simbolistasurrealista di significati intellettuali), ora appaiono opere che segnano una svolta nel cosiddetto New American Cinema, una svolta dalla scuola realista newyorkese (il cinema di contenuti "di superficie" e di impegno sociale) verso un cinema di disimpegno e di nuova libert`. I film che ho in mente sono The Queen of Sheba Meets the Atom Man di Ron Rice; Flaming Creatures di Jack Smith; Little Stabs at Happiness di Ken Jacobs; Blonde Cobra di Bob Fleischner: quattro opere che costituiscono la vera rivoluzione nel cinema oggi. Questi film illuminano e rivelano sensibilit` ed esperienze mai constatate in precedenza nell'arte americana; argomenti che Baudelaire, il marchese de Sade e Rimbaud hanno dato alla letteratura mondiale un secolo fa, e che Burroughs ha dato alla letteratura americana tre anni fa. È un mondo di fiori del male, di illuminazioni, di carne lacerata e torturata; una poesia che è insieme dolce e terribile, buona e cattiva, delicata e sporca […]. Blonde Cobra è senza dubbio il capolavoro del cinema baudelairiano, ed è un'opera difficilmente superabile in perversit`, ricchezza, bellezza, tristezza, tragedia. Penso che sia una delle grandi opere di cinema personale, così personale che è ridicolo parlare di cinema "d'autore". Jonas Mekas, "The Village Voice", 2/5/63 Blonde Cobra, durata 28 minuti, aveva tutte le sacre impropriet` dell'underground emergente vari anni prima che Andy Warhol decidesse di fare film. Nel senso più stretto, il film di Fleishner e Jacobs è un documentario su un modo di vita […] Selvaggiamente fantastico in uno dei suoi aspetti, il film è semplicemente un sincero ritratto di una personalit` fuori dagli schemi, Jack Smith, lo stesso Jack Smith che in seguito realizzò il film proibito Flaming Creatures. Esso appartiene, in generale, allo stesso genere del più recente Portrait of Jason. Blonde Cobra, la cui colonna sonora è un monologo improvvisato di Smith, presenta tutte le più marcate caratteristiche da candid camera del film underground: immagini decentrate, fotografia dalla messa a fuoco instabile, un certo sguardo furtivo e un'impressione globale di cianfrusaglie raffazzonate. In altre parole, vi compare quell'empirismo casuale della tecnica che può essere causato dall'inesperienza ma può anche essere, come in questo caso, deliberatamente ostentato dagli autori underground perché d` alle immagini più stravaganti e grottesche l'aria di essere letteralmente reali. Da questo punto di vista la goffaggine tecnica del film è un tour de force […]. Blonde Cobra dimostra un'impudenza allegra e priva di compromessi nel rendere in film l'esibizione di un unico personaggio, un travestito (ma c'è un aiutante, un presunto amante). Le immagini non esitano a svanire mentre parti del monologo creano con le parole un'invisibile fantasia. Il materiale è la vita apparentemente consuetudinaria e molto sudicia di un maschio adulto dedito ad atti di personificazione femminile, nel corso dei quali rappresenta scene della sua vita dalla prima infanzia in poi […]. Le scene conclusive di Blonde Cobra mostrano il protagonista vestito come un bambino con una cuffietta, mentre rievoca con il pubblico la sua prima parte da civetta; all'improvviso afferra un martello e lo rivolge contro delle radio, Vediamo l'inevitabile impulso distruttivo del bambino che può facilmente trasformarsi in aggressione contro i suoi genitori. Considerato in questi termini, Blonde Cobra (non tanto in quanto film) è un brillante archetipo. La sua macchina da presa ha il vero sguardo voyeuristico, e tutto ciò che riprende è la follia camp di una "regina": esibizionismo isterico, delirio in falsetto, sadismo infantile, I esibizione di un travestito presentata come l'esibizione di un clown. Non è affatto una mistificazione: alcune parti sono genuinamente bizzarre nel modo eccessivo e teatrale proprio delle "regine". Parlare di arte, di qualsiasi arte, a proposito di Blonde Cobra sembrerebbe davvero un segno di incapacit`. La sua autenticit` consiste in tutto e per tutto nel suo modo di vita. Parker Tyler, Underground Film, 1969

Biografia

regista

Ken Jacobs

Ken Jacobs (New York, 1933) ha esordito alla regia nel 1955 e nel 1956 ha studiato pittura con Hans Hoffmann. Tra 1966 e il 1968 ha diretto il Millennium Film Workshop e nel 1969 ha fondato la facoltà di cinema della State University di New York a Binghamton. Nel 1996 il MoMA di New York gli ha dedicato una retrospettiva e nel 2004 ha vinto il premio per il cinema sperimentale dell’Associazione dei critici cinematografici di Los Angeles. Tra il 2007 e il 2009 il Torino Film Festival ha presentato diversi suoi lavori, tra cui Tom, Tom, the Piper’s Son, Return to the Scene of the Crime e The Scenic Route. In questa edizione presenta inoltre Cyclopean 3D: Life with a Beautiful Woman (Onde).

FILMOGRAFIA

Orchard Street (cm, 1955), Star Spangled to Death (1957-59), Tom, Tom, the Piper’s Son (1969), Spaghetti Aza (1976), Jerry Takes a Back Seat, Then Passes Out of the Picture (cm, 1987), The Subcinema (1990), A Tom Tom Chaser (cm, 2002), Capitalism: Slavery (cm, 2006), Razzle Dazzle - The Lost World (2007), The Scenic Route (cm, 2008), Return to the Scene of the Crime (2008), Anaglyph Tom (Tom With Puffy Cheeks) (2008), Blankets for Indians (mm, 2012), Cyclopean 3D: Life with a Beautiful Woman (mm, 2012).

Cast

& Credits

Montaggio: Ken Jacobs.
Riprese: Bob Fleischner.
Interpreti: Jack Smith e Jerry Sims.
Menu