Nazione: USA
Anno: 1964
Durata: 26'


Sheldon Renan ha detto di Ron Rice: "Probabilmente la sua visione della vita era troppo stravagante da vivere". Il film di Rice Chumlum (1964), realizzato con Jack Smith (e con Smith, Joel Markman, Mario Montez e Frankie Francine tra i protagonisti), è, come ha scritto Renan, "una visione da notti arabe di un bordello di palazzo... In esso dei personaggi dai sontuosi costumi, circondati da diafani drappeggi, fanno goffi tentativi di confusi atti erotici su amache. Si fa molto uso di sovrimpressioni, creando un flusso sensuale di colore e di spazio". Riconosciamo quasi tutte le "creature" di Chumlum come membri del cast di Smith in Flaming Creatures. L'uso della sovrimpressione da parte di Rice era tipico del mezzo filmico come la tecnica di Gustave Moreau lo era della pittura. Di fatto, i dieci rulli di sovrimpressioni fatte in macchina vennero girati durante dei party del cast tenuti in diverse occasioni nelle sere dopo che Jack aveva finito le riprese diurne di Normal Love, l'incompleto successore di Flaming Creatures. Le creature restavano in costume; Jack e Ron dirigevano e filmavano le loro orge serali. "La cosa che più colpisce in Chumlum è la combinazione di persone e di tessuti; di gruppi che fanno cose con stoffa ondeggiante. Gli individui esistono come parte di un unico tessuto; spesso la stoffa è sovrimpressa alle persone in modo così uniforme che esse sembrano lottare per sopravvivere come persone; mentre il film li spinge in un quadro più ampio, un mondo di orge dolorosamente perverse e allo stesso tempo una visione quasi spirituale del paradiso... le sue immagini celebrano la bellezza delle tessiture. Egli non cerca di coprire tutti gli oggetti con un unico tipo di tessitura superficiale (come fanno, in modi molto diversi, Sternberg o Warhol); piuttosto, egli apprezza le tessiture individuali di ogni oggetto, vivo o inanimato... Mentre sembra dapprima essere più a un livello superficiale, le sovrimpressioni non sempre emergono..." (David Curtis). Questo effetto è molto diverso in Inauguration di Anger, dove sei strati di sovrimpressioni nettamente differenziati "operano" indipendentemente ma contemporaneamente sullo schermo. Le sovrimpressioni di Anger sono strati di colori in forte contrasto; quelle di Rice sono strati di colori pastello che conservano la loro differenziazione grazie alla precisissima messa a fuoco di ogni immagine. Il carattere unico di Chumlum, come il dipinto Le Triomphe d'Alexandre le Grand di Moreau, è dato dalla sua interdimensionalit`. Tutta la forma di Chumlum è espressa come un continuo separare per rivelare. Tutto lo schermo è riempito da tende, amache, strisce di carta e nastro, capelli e piume, tessuti ondeggianti, composizioni avviluppate, e dai movimenti delle creature fasciate, che toccano e accarezzano. A volte, a causa della tecnica di continuo riavvolgimento e reimpressione di Rice, può succedere che si sovrappongano i movimenti degli stessi personaggi, e si vede lo stesso personaggio sovrimpresso in dimensioni diverse. I personaggi spuntano da o vagano in composizioni, la macchina da presa segue i percorsi lasciati dai loro movimenti, dividendo i personaggi in gruppi. C'è un magico spostamento da un livello all'altro quando le scene sembrano galleggiare via senza sforzo o cadere come bucce. Dimensioni, colori, personaggi e movimenti sono tutti coordinati come in un motivo del più ricco arazzo visivo mai realizzato al cinema. Sembra che Rice e Smith, di volta in volta, dipingano le loro creature con sete trasparenti e le intingano in profonde ombre colorate. Nelle sequenze all'alba, verso la fine del film, gli "esausti" (su persovri m pressi) grani di sali d'argento dell'emulsione sembrano emanare il "bagliore fosforescente della decadenza". Carel Rowe, The Baudelairean Cinema, 1982

Biografia

regista

Ron Rice

Cast

& Credits

Filmmaker: Ron Rice.
Fotografia: Ron Rice e Jack Smith.
Musica: Angus MacLise, col contributo di Tony Conrad.
Interpreti: Jack Smith, Francis Francine, Mario Montez, Joel Markman, Beverly Garant, Guy Henson, Barry Titus, Zelda Nelson, Gerard Malanga.
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