43° TORINO FILM FESTIVAL
CONCORSO LUNGOMETRAGGI

DIYA

DIYA
di Achille Ronaimou
Nazione: Chad
Anno: 2025
Durata: 95'


Dane, autista per una ONG umanitaria a N’Djamena, conduce una vita serena accanto alla giovane moglie Delphine, incinta di otto mesi, fino a quando un attimo di distrazione – un cellulare che squilla al momento sbagliato, un bambino che attraversa la strada troppo in fretta – cambia tutto. All’ospedale, tra confusione e apprensioni, la tragedia si compie: il ragazzo è morto. La famiglia del defunto reclama un risarcimento, invocando la Diya, il prezzo del sangue. La ricerca di Dane per saldare questo debito lo condurrà nel vasto deserto del nord del Ciad, dove, tra silenzi e paesaggi sconfinati, affronterà le conseguenze irreversibili del suo gesto.

Biografia

regista

Achille Ronaimou

(N'Djaména, Ciad, 1978) ha diretto cortometraggi e documentari di forte impegno sociale, tra cui 8 Mars (2019), selezionato al festival Cinémas d’Afrique di Losanna, Kadbor (2014), Mineurs en prison (2013) e Kanoun (2012), oltre alla serie tv Le Chômeur (2011). Diya è il suo primo lungometraggio di finzione.

FILMOGRAFIA

Le Chômeur (serie tv, 2011), Kanoun (2012), Mineurs en prison (2013), Kadbor (cm, 2014), 8 Mars (cm, 2019), Diya (2025).

Dichiarazione

regista

«Diya è innanzitutto un racconto di geografia e appartenenza religiosa. Il paesaggio e gli abiti diventano essi stessi personaggi. Dopo la guerra civile del 1979 in Ciad, che oppose i cristiani del sud ai musulmani del nord, la popolazione rimase divisa e dispersa secondo linee tanto geografiche quanto confessionali. Così, a N’Djamena, i quartieri settentrionali, abitati da musulmani, si distinguono per l’austerità religiosa: alle prime luci dell’alba si odono i richiami del muezzin, le donne sono interamente velate e gli uomini indossano lunghi boubous. Nei quartieri meridionali, invece, abitati da cristiani, si aprono bar, chiese e locali notturni; uomini e donne passeggiano con fierezza in abiti occidentali. È impossibile parlare di Diya senza evocare questi dettagli essenziali, che ne costituiscono l’anima visiva e culturale».

Cast

& Credits

REGIA, SCENEGGIATURA: Achille Ronaimou. FOTOGRAFIA: Cyrille Hubert. MONTAGGIO: Guillaume Talvas. MUSICA: Afrotronix. SUONO: Jean-Christophe Lion. CAST: Ferdinand Mbaïssané, Moussa Zakaria Ibet, Ramada Mahamat, Youssouf Djaoro, Haïkal Zakaria. PRODUZIONE: Issa Serge Coelo, Valéry du Peloux per Sic Productions, Artisans du Film, Canal+, FilmGalerie451, Babi Pictures, L’Atelier.

CONTATTO: Biltine sicproductions@free.fr

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