Nazione:
Anno: 1962
Durata: 113'


Il giovane Shusaku, malato di tubercolosi e sconvolto dalla tragica esperienza bellica, è ospitato in un hotel della localit` termale di Akitsu. Qui conosce Shinko che lo aiuta a superare il difficile momento, riuscendo anche a vincere la sua decisione di suicidarsi. Il legame fra i due giovani cresce. Shusaku ritorna però in citt`, dove non è in grado di reggere la travagliata e dura realt` del Giappone del dopoguerra. Periodicamente fa ritorno ad Akitsu, dove Shinko lo attende sempre pronta ad accudirlo, nonostante il suo comportamento dissoluto e libertino. La donna riesce però con fatica a sopportare il matrimonio dell'uomo con un'altra e la sua decisione di andarsene a Tokyo. Poco alla volta le forze della donna, il suo naturale ottimismo vengono meno. In un ultimo drammatico incontro è lei che si dichiara decisa a suicidarsi. Quando lui se ne va, si taglier` le vene lasciandosi morire sulla riva di un torrente.

Il primo film che attira l'attenzione su Yoshida, dopo una pausa di un anno, dovuta al conflitto fra Oshima e la casa di produzione a riguardo di Nihon no yoru to kiri (Notte e nebbia del Giappone, 1960), durante la quale Yoshida è tornato a fare l'assistente di Kinoshita Keisuke, è certamente Akitsu onsen, uno dei più bei film degli anni '60. [...] Yoshida prende a pretesto la storia d'amore contrastata fra un giovane malato di tubercolosi e una donna che gli è socialmente superiore, per dar vita a una rappresentazione simbolica del dopoguerra giapponese lungo diciassette anni dal 1945 al 1962. Con la complicit` del grande operatore Narushima Toichiró, Yoshida introduce in lunghi piani, che arrivano quasi al piano sequenza (vedi l'ammirevole sequenza finale del suicidio sul bordo del fiume), un nuovo stile di narrazione molto ellittico, che non si sacrifica mai alla pura descrizione dei comportamenti. La cinepresa, estremamente mobile, passa senza sosta da un personaggio all'altro, non solamente per una scelta estetica, ma come mezzo dialettico per catturare i loro segreti e le loro relazioni. Affascinato anche dal tema del doppio suicidio ("shinj", che appare in più opere di Oshima e Shinoda), Yoshida termina il suo film con un doppio suicidio mancato, dove solo Shinko, la giovane donna, muore, sotto gli occhi del suo amante, sulle rive di un fiume di primavera pieno di innumerevoli fiori di ciliegio.

Max Tessier, Le cinema japonais au présent 1959-1984, Lherminier, Paris 1984, pp. 978


Per Yoshida la bellezza delle donne sta nel fatto che esse possiedono tutte le virtù che mancano agli uomini. La caratteristica più evidente dell'eroina di Akitsu onsen, il suo primo importante film ''femminista'', è la negazione di sé. L'eroina si innamora di un giovane durante la guerra e gli rimane fedele per anni a dispetto del suo evidente comportamento libertino. Akitsu onsen è una variazione abbastanza evidente del melodramma standard che racconta di una bella eroina e di un uomo immeritevole. Mentre il giovane, Shusaku, diventa sempre più cinico e amaro, Shinko continua a riporre speranze su di lui e sulla loro relazione. Nella sequenza finale lei vorrebbe suicidarsi con lui, ma Shusaku rifiuta, dicendo "ormai siamo cresciuti. Pensare alla vita e alla morte è una cosa che appartiene al passato". Shinko, per dimostrare di non aver perso i suoi ideali neanche di fronte alla sconfitta, si taglia le vene e muore... Se Akitsu onsen è fondamentalmente una variante stilistica del melodramma hollywoodiano e giapponese, esso occupa un posto nel Nuovo Cinema per la sua insistenza nel rapportare eventi storici e vite individuali, Il legame fra determinati eventi storici e la vita di una donna è un motivo che è stato usato anche da Imamura. Akitsu onsen mostra la risposta diretta dell'eroina al messaggio radiofonico dell'imperatore che annunciava la fine della guerra e negava la propria natura divina. Mentre la Tome di Imamura faceva l'amore durante quel discorso, riaffermando la sua essenziale identit` sessuale che non veniva intaccata dalle parole dell'imperatore, Shinko vive la sconfitta come morte e simultanea rinascita. Lei rappresenta tanto il vecchio quanto il nuovo Giappone, intristita dalla guerra, ma ottimista riguardo al futuro. Il suo lento processo di disillusione, nell'osservare la perdita di ideali da parte di Shusaku, è paragonato alla progressiva erosione delle riforme del dopoguerra. Shusaku rappresenta così il Giappone derubato delle promesse del dopoguerra, Shinko lo spirito più autentico del Giappone ferito da questo fallimento. La donna è colei che porta ancora l'ultima speranza, che mantiene i suoi ideali mentre intorno tutti gli altri li hanno ormai abbandonati.

David Desser, Eros plus Massacre. An Introduction to the Japanese New Wave Cinema, Indiana University Press, Bloomington and Indianapolis 1989, pp. 132-3.

Biografia

regista

Yoshishige Yoshida

Cast

& Credits

Regia e sceneggiatura: Yoshida Yoshishige.
Soggetto: dal romanzo di Fujiwara Shinji.
Fotografia: Narushima Toichiro.
Luci: Tamura Mitsuo.
Scenografia: Hamada Tatsuo.
Montaggio: Sugihara Yoshi.
Musica: Hayashi Hikaru.
Suono: Yoshida Shotaro.
Interpreti e personaggi: Okada Mariko (Shinko), Nagato Hiroyuki (Shusaku), Yamamura So (Mikami), Uno Jukichi (Matsuya Kenkichi), Hidaka Surniko, Tono Eijiro.
Produzione: Shochiku.
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