Nazione:
Anno: 1968
Durata: 107'


Shun e Nanami, entrambi diciassettenni, vanno in un albergo per fare l'amore, ma non ci riescono. Cominciano invece a raccontarsi la loro vita. Dopo la morte del marito, la madre di Shun si è risposata. Il patrigno, fisicamente attratto da Shun, cerca di insegnargli un mestiere. Shun fa amicizia con una bambina in un parco, ma il suo interesse per lei viene frainteso e il ragazzo viene internato in una clinica psichiatrica. Nanami gli parla della sua vita: fa la fotomodella e posa nuda in scene di orgia. Shun e Nanami vedono un film pornografico sul tema del primo amore, e questo li spinge a tornare nuovamente in albergo. Per strada Shun viene attaccato dalla gang che spaccia le foto pornografiche e, mentre tenta di fuggire, viene investito da un'automobile.

AA.VV., Cinema giapponese degli anni '60 , Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, Pesaro 1972, Quaderno informativo n. 42, p. 59

Il film di Hani Susumu Hatsukoi jigoku hen è uno dei capolavori del cinema giapponese dei nostri giorni. Per dirlo in una parola, è un film che descrive con grande sensibilit` l'avventura dell'adolescenza. I protagonisti, un ragazzo di nome Shun e una ragazza di nome Nanami, sono impersonati da due giovani diciannovenni non professionisti. Shun, che è stato messo in un istituto di assistenza dopo che sua madre si è risposata, è divenuto ora figlio adottivo di una coppia di artigiani cesellatori. Il padre adottivo, che è omosessuale, ha un affetto particolare per Shun che però è innamorato di Nanami, una ragazza che ha conosciuto mentre faceva la modella in uno studio di nudo. Il regista Hani Susumu descrive con estrema franchezza, ma con mano delicata, la giovanile relazione sessuale tra Shun e Nanami. I due ragazzi sono ancora innocenti, l'animo ancora fanciullesco, ma, partecipi delle moderne tendenze verso la libert` sessuale, vogliono impazientemente arrivare ad una relazione intima. Ma Shun non è diventato ancora completamente adulto, e davanti alla sua innamorata, immatura come lui, resta confuso, ha paura, e poi viene colto da un senso di profonda solitudine. L'animo del giovane si volge agli anni tristi e quasi disperati dell'infanzia, quando sua madre lo aveva abbandonato.
Il ragazzo diventa l'amico del cuore di una bambina del vicinato, di circa quattro anni, ma, scambiato per un maniaco, è ridotto a mal partito dagli uomini del quartiere. Dal canto suo, Nanami riceve da parte dei suoi lussuriosi clienti dello studio di nudo la richiesta di prestarsi a pose oscene. In realt`, i due giovani sono assolutamente ingenui, ma entrambi riusciranno a diventare adulti solo passando attraverso esperienze sessuali estremamente squallide. Se non che il giovane, proprio quando ha raggiunto la sicurezza di riuscire a diventare adulto davvero, per un disgraziato incidente, muore.
Hani Susumu non biasima il comportamento di questi ragazzi poveri del nostro tempo, né li esalta con toni eroici. Si è limitato a descrivere nella sua realt` l'animo di quei giovani impauriti e tremanti davanti ad un mondo sconosciuto, semplicemente prendendone nota senza intervenire. Ha ripercorso assieme a loro i dolci ricordi dell'infanzia, per poi tornare di nuovo alla difficile realt`. Vale a dire che il film è in se stesso un'espressione d'amore. Hani Susumu gi` con Furyo shonen (Cattivi ragazzi, 1961) era riuscito a costruire una storia originale in cui aveva fatto interpretare e improvvisare a dei ragazzi usciti dal riformatorio le loro personali esperienze. Anche questa volta fa emergere con grande vivezza, da persone che non hanno esperienza di cinema, il senso della loro vita quotidiana.
Sembra che l'imbarazzo dei due giovani, per la prima volta davanti alla macchina da presa, si sia trasformato nell'imbarazzo di due giovani per la prima volta alle prese con il difficile problema del sesso. È proprio grazie a questo innocente imbarazzo che le scene in cui i due sono a letto o quelle nello studio di nudo, che spesso sono così esplicite da rasentare la pornografia, conservano in sommo grado un'ingenua purezza. In apparenza è un soggetto che può suscitare scalpore. In realt` si tratta di un film che, senza forzature iperboliche, racconta la solitudine vera, la dolcezza vera, l'amore vero.

Sato Tadao, Gendai Nihon Eiga, (Cinema giapponese contemporaneo), Hyoron sha, Tokyo 1969, pp. 145-9

Biografia

regista

Hani Susumu

Cast

& Credits

Regia: Hani Susumu.
Sceneggiatura: Terayama Shuji, Hani Susumu.
Fotografia: Okumura Yuji.
Scenografia: Kaneko Kuniyoshi.
Suono: Kubota Yukio.
Interpreti e personaggi: Takahashi Akio (Shun), Ishii Kuniko (Nanami), Mitsui Koji (il padre adottivo di Shun), Fukuda Kazuko (la madre adottiva), Miyata Misako (la madre di Nanami), Yuasa Minoru (il barbuto), Nakamura Kimiko (sua moglie), Kimura Ichiro (psichiatraipnotizzatore), Asano Haruo (Algebra), Hani Mio (la bambina).
Produzione: Fujii Satoshi per Hani Productions - A.T.G.
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