Nazione:
Anno: 1966
Durata: 128'


Ogata Yoshimoto, che tutti chiamano Subu, è un commerciante di materiale pornografico; per questo è stato ripetutamente arrestato sotto l'accusa di attivit` contrarie alla morale. Figlio di un monaco depravato, con una geisha come matrigna, Subu non ha certo avuto nella sua infanzia dei buoni modelli di comportamento. La sua attuale "famiglia" è composta da una vedova, Matsuda Haru, e dai due figli di lei, Koichi e Keiko. Subu aveva trovato alloggio molti anni prima presso la famiglia Matsuda, ed aveva poi finito col fermarsi lì, conquistato dalla padrona di casa. Ora però la situazione è un po'deteriorata a causa della ragazza, Keiko, che insiste a corteggiarlo spudoratamente, e del fratello Koichi che invece lo provoca continuamente. Subu è preoccupato della salute di Haru, malata di cuore, a cui una situazione così tesa può fare solo male.
Un giorno Subu e i suoi due fotografi, Banteki e Kako, sono incaricati di filmare un medico che seduce una studentessa; durante le riprese Subu si accorge che i due sono padre e figlia nella vita, e di conseguenza non può non meditare sulla situazione pericolosa che si è ormai creata tra lui e Keiko. Proprio quella notte, Subu viene arrestato per detenzione di materiale pornografico; Koichi non ne è sorpreso perché gi` sospettava qualcosa, ma Keiko rimane sconvolta dall'accaduto, poiché credeva che Subu fosse un rappresentante di strumenti medici. I due vanno a trovare Haru, ricoverata in ospedale a causa di un collasso avuto il primo dell'anno, e le riferiscono quanto successo, consigliandola di non avere più nulla a che fare con l'uomo; Haru però difende Subu, sottolineando il fatto che, pur non esercitando una professione rispettabile, lui lavora sodo soltanto per amor loro.
Solo pochi giorni dopo Subu torna a casa dalla prigione; il suo primo incontro con Keiko, ubriaca, libera senza mezze misure la reciproca attrazione. Quando Keiko, in preda al rimorso, va a rivelare l'accaduto alla madre, questa, morsa dalla gelosia, muore vittima di una crisi cardiaca. Subu viene poi abbandonato dai suoi fotografi; Koichi se ne andr` di casa, mentre Keiko si lascer` andare a una vita dissoluta.
Cinque anni dopo. Subu, invecchiato e malandato, compra da Keiko, che nel frattempo è diventata una parrucchiera, un parrucchino: Subu sta lavorando al suo ultimo progetto, una bambola a grandezza naturale. Ma una notte la barca su cui si trova la nuova invenzione, prende il largo alla deriva...

Adriano Piccardi, Angelo Signorelli (a cura di), Shoei Imamura, Bergamo Film Meeting, Bergamo 1987, pp. 1023


Come gi` indica il titolo, il film è una sorta di commedia, tuttavia l'umorismo del regista Imamura non appartiene al filone di Chaplin, le risate che suscita non sono leggere e spiritose, come è tipico di Clair, e non nascono neanche da un'attenta analisi della realt`, come accade nei film di Ozu Yasujiro; si tratta piuttosto di un umorismo peculiare e grottesco che prende le mosse da un crudele e brutale realismo. La risata provocata dal tintinnio delle campane di alcuni pellegrini nella terribile scena dell'omicidio di Hateshinaki yokubo (Desideri infiniti, 1958), e quella provocata dall'insegna di una agenzia di pompe funebri, proprio davanti agli occhi degli "yakuza" che, disorientati, cercano il morto in Buta to gunkan (Porci, geishe e marinai, Porci e corazzate, 1961), hanno in questo film più di un'eco: un cimitero viene costruito proprio davanti alla bottega di barbiere del protagonista, le lenzuola e le coperte deposte sulla salma della protagonista incominciano a muoversi con dei fruscii, le figure di dei, immagini buddhiste, templi e santuari che appaiono con grande frequenza... L'umorismo grottesco della scena nella quale sembra che il cadavere si muova è uguale a quello dell'episodio di Buta to gunkan, in cui spuntano dei denti d'oro dalla carne dei maiali che hanno mangiato dei cadaveri [...]. Traspare nel film una sorta di sguardo filosofico nei confronti della vita umana e dell'erotismo e il suo epilogo invita a una riflessione sulla personalit` del protagonista e sulla sua non proprio rispettabile professione. [...]
La scena in cui Sakamoto Sumiko si attacca saldamente alle inferriate della finestra dell'ospedale, esprimendo così la sua pazzia, e quella della finestra con le grate di ferro a mo' di croce, collocata nel bel mezzo del deserto, sono stupende e commoventi nel descrivere lo stato d'animo della donna.

Sugiyama Heiichi, "Kinema Junpo", marzo 1966


Il primo film che Imamura dirige per la propria casa di produzione fondata nel 1965 a seguito delle divergenze sorte con la Nikkatsu è un adattamento di un racconto scandaloso dello scrittore Nosaka Akiyuki [...]. Più ancora che in precedenza Imamura e il suo operatore Himeda adottano qui uno stile ostentatamente voyeuristico, dove il campo di ripresa, sempre in cinemascope e in bianco e nero, è costantemente ostruito da una moltitudine di oggetti, di finestre, di porte scorrevoli, ecc. Anche il suono è a volte deformato o utilizzato in modi non realistici. [...]
Il finale del film, a guisa di "antimorale", è assai noto: Ogata, la cui famiglia si è ormai dissolta (il figlio se ne è andato con una prostituta e Keiko, la figlia, gestisce un salone di bellezza), si dedica alla costruzione di una bambola per adulti perfezionata, in una casa sull'acqua che, staccatasi casualmente dagli ormeggi, se ne va alla deriva senza che Subu se ne renda conto, tutto preso da quella che è l'opera della sua vita... Si tratta di una ripresa, quasi parodistica, del tema dell' "isola ideale" della felicit` che Imamura tratter` in modo più articolato due anni più tardi nella sua ultima grande produzione con la Nikkatsu, Kamigami no fukaki yokubo (Il profondo desiderio degli dei, 1968).

Max Tessier, Le cinéma japonais au présent 19591984, Lherminier, Paris 1984, p. 109

Biografia

regista

Imamura Shohei

Cast

& Credits

Regia: Imamura Shohei.
Sceneggiatura: Imamura Shohei, Numata Koji, dal racconto Erogotoshitachi (I pornografi) di Nosaka Akiyuki.
Fotografia: Himeda Shinsaku (Scope).
Luci: Iwaki Yasuo, Oba Michiaki.
Scenografia: Takada Ichro, Shiozawa Hiromi.
Montaggio: Tanji Mutsuo.
Musica: Mayuzumi Toshiro.
Suono: Beniya Shinichi.
Interpreti e personaggi: Ozawa Shoichi (Subu / Ogata Yoshimoto), Sakamoto Sumiko (Matsuda Haru), Kondo Masaomi (Matsuda Koichi), Sagawa Keiko (Matsuda Keiko), Tanaka Haruo (Banteki), Nakano Shinichi (Kabo), Kitamura Kazuo (il medico), Nakamura Ganjiro, Miyako Chocho, Nishimura Ko, Sugai Ichiro, Nishikawa Noboru, Uchida Asao, Enoki Hyoe, Shima Yoneihachi, Sato Arijiro, Ishimura Haruki, Fukuchi Tomo, Nishimura Sadeko, Sakurai Junko, Sugiyama Susumu.
Produzione: Imamura Productions.
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