Nazione:
Anno: 1964
Durata: 96'


Il giovane Tatsuo desidera ardentemente andare in America per diventare un famoso cantante. Per procurarsi il denaro necessario finisce per prendere parte, insieme a Takashi, Goda e alla giovane Yasue, che fa la prostituta in un bagno turco, ad una rapina. Il colpo riesce, ma durante la fuga Goda uccide un poliziotto. Quando più tardi Goda assale Yasue, Tatsuo lo colpisce a morte. Riconoscente, la donna cerca di aiutare il giovane a trovare il modo per fuggire in America, rubando del denaro ai clienti del bagno turco. Lo "yakuza" Hanada se ne accorge e minaccia Yasue, ma viene a sua volta ucciso da Tatsuo. I due fuggono insieme e Yasue trova il modo di far imbarcare clandestinamente Tatsuo su una nave diretta prima in Corea e poi in America. La donna tuttavia viene arrestata dalla polizia prima di poter portare a termine il suo piano. Incurante della folla raccoltasi in occasione dell'arrivo della fiaccola dei giochi olimpici, Tatsuo tenta di imbarcarsi di nascosto ma viene anch'egli catturato e portato in prigione, dove impazzisce.

"Kinema Junpo", settembre 1964


Potremmo definire Nihon dasshutsu come il Giappone "all'americana" visto da Yoshida. Più che essere un Giappone mezzo americano, è un Giappone quasi del tutto americano. E quel che è peggio è che esso è contagiato solo dai lati peggiori dell'America. Non vi è né l'America di Whitman, né quella di Jasper Johns. Non c'è neppure l'America dell'operaio delle ferrovie John Henry o degli altri pionieri.
Il bandboy Tatsuo vorrebbe andare in America per divenire in qualche modo se stesso. [...] Con la realt` del Giappone egli non può in nessun modo riconciliarsi. "Il Giappone? Che schifezza! A morte il Giappone!" grida prostrato Tatsuo. [...]
I giovani come lui sono certo numerosi. Quando il jazz è diventato di moda, sono indubbiamente stati in molti ad aver rimpianto di non essere nati neri. Comprendo le ragioni di questo film, Però, perché non riesce a avere una forza di persuasione sufficiente? Perché evidentemente Yoshida fa muovere i suoi personaggi come pedine di shogi (scacchi giapponesi), come "simboli di idee". Si può notare, senza dubbio, come qui Yoshida non ami i personaggi dei suoi film quanto Imamura. Imamura sembra vivere in prima persona i palpiti di Harukawa Masumi, protagonista di Akai satsui (Intenzione omicida rossa, 1964). Invece tra Yoshida Yoshishige e Tatsuo, oppure Yasue, non si scorge tale corrispondenza di sentimenti. La Sadako di Harukawa Masumi non è leggera, La sua presenza come figura di donna è pregnante. Invece, i due giovani protagonisti di Nihon dasshutsu non hanno peso. Ciò significa che lo stesso Yoshida, in questo film, pur esprimendosi con grande acutezza, non ha peso. Harukawa Masumi ha mangiato un'insignificante ciotola di riso con quell'aria così appetitosa! Le vivande che erano sopra la tavola di Tatsuo e gli altri, invece, non hanno un'aria affatto appetitosa, proprio come i modelli in cera sulla vetrina di una trattoria da pochi soldi. Lo spazio filmico di Yoshida, che ha utilizzato uno sguardo alla Antonioni, pur così raffinato, ha una consistenza troppo rarefatta. È proporzionato alla realt` delle metropoli giapponesi di stile semiamericano, a cominciare da Tokyo. È vero che esiste fin dall'inizio del film la coscienza di un Giappone "squallido". Tuttavia per esprimere tale coscienza è necessario qualcosa di più profondo. In Arashi o yobu juhachinin (I 18 uomini che invocano la tempesta, 1963) c'era l'amore dell'autore nei confronti dei suoi personaggi. Invece, questa volta, tale sentimento non si sente. Il regista non riesce a star dietro ai suoi personaggi. Si ha quasi la sensazione che, sentendosi imbarazzato, li abbia come gettati via. Rimane solo la bella idea della fuga che si confonde con la staffetta della sacra fiamma olimpica.
L'odio per il Giappone provato da Tatsuo rimane sospeso nel vuoto. Anche Yasue ha un atteggiamento ambiguo nei confronti di Tatsuo. Riconosco tuttavia il tentativo di rappresentare con immediatezza il Giappone dopo la revisione del patto di sicurezza e quello di mostrare in quale modo la Nuberu Bagu degli anni '60 si sia o meno trasformata. Il tentativo di Yoshida di criticare l'attuale Giappone americano è, pur nella profusione di nudi da quattro soldi, ammirevole. Tuttavia il suo metodo non è altro che quello di un action drama piatto e leggermente trasandato. Purtroppo l'idea e il corpo, disgiunti, emettono dei gemiti.

Iijima Koichi, "Eiga Hyoron", n. 9, settembre 1964

Biografia

regista

Yoshishige Yoshida

Cast

& Credits

Regia e sceneggiatura: Yoshida Yoshishige.
Fotografia: Narushima Toichiro.
Montaggio: Sugihara Yoshi.
Musica: Takemitsu Toru.
Interpreti e personaggi: Suzuki Yasushi (Tatsuo), Kuwano Miyuki (Yasue), Machida Kyosuke, Uchida Ryohei, Sakamoto Sumiko.
Produzione: Shochiku.
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