Nazione:
Anno: 1960
Durata: 88'


Durante le vacanze estive quattro studenti delle superiori, Toshio, Jun, Fujie e Morishita, trascorrono molto tempo insieme, bighellonando e divertendosi a escogitare scherzi sempre nuovi, che assumono spesso toni cinici e violenti. Un giorno, ad esempio, i quattro offrono un passaggio a Ikuko, una giovane ragazza, segretaria del padre di Toshio. Dato che la ragazza è restia, essi la costringono a montare in macchina e poco dopo la derubano del denaro che ha appena ritirato dalla banca. Non è che una simulazione, ma lo spavento di Ikuko è forte. Alcuni giorni dopo Ikuko è nuovamente vittima di un'altra messa in scena: invitata a un party da Jun, si ritrova a dover esibirsi davanti a tutti i convitati che la acclamano, dopo essere stata presentata come una famosa cantante. In realt` Ikuko riesce a evitare l'esibizione perché Jun fa saltare la luce, offrendole così l'opportunit` di filarsela. La ragazza comincia a provare sentimenti contrastanti nei confronti di Jun: da un lato vorrebbe sfuggirgli, dall'altro ne è attratta. I successivi avvenimenti la protesta dei convenuti al party che vogliono essere risarciti da Jun portano Ikuko ad aiutare il ragazzo, prestandogli del denaro.
Ikuko invita un giorno a casa sua, per pranzo, Jun che ha deciso di cercarsi un lavoro. Una volta soli, mentre la ragazza sta preparando da mangiare, Jun la costringe a seguirlo in camera da letto. La ragazza si nega con forza, ma a nulla valgono le sue proteste. Nei giorni successivi Ikuko cerca Jun, gli vuole parlare, lo vuole vedere, e a una richiesta di spiegazione sul suo comportamento, si sente rispondere che si è trattato solo di un gioco: fra loro non esiste nessuna relazione.
Qualche sera dopo Toshio, Jun, Morishita e Fujie, mentre giocano con una pistola in un bar commentano la decisione di Fujie di andarsene negli Stati Uniti: per suggellare l'evento, e dunque lo scioglimento del gruppo, decidono di fare uno scherzo alla grande. La vittima prescelta, su proposta di Morishita, è nuovamente Ikuko, cui si tender` un agguato per rubarle il denaro. Mentre Jun protesta, Toshio decide di avvertire telefonicamente Ikuko. Quando la ragazza esce dalla banca, Morishita le strappa la borsa e fugge. Sentendosi inseguito e quasi raggiunto da Jun, Morishita spara, colpendo l'amico.

Materiale promozionale Shochiku

Gli studenti universitari "buoni a nulla" che vengono rappresentati nel film sono proprio tali e lo sono al punto che non potrebbero essere lodati neppure se si fosse costretti. Tuttavia, se si trattasse semplicemente di giudicarli negativamente in quanto "buoni a nulla", basterebbe attaccarli con maggiore distacco e tutto finirebbe lì. Non è che prima d'ora non siano stati prodotti film così. Tuttavia, se non si interpretano questi "buoni a nulla" come una forma di critica (se definirla "critica" risulta eccessivo la chiameremo "riflesso condizionato") della situazione attuale, come una forma di lotta che nasce da un certo malessere, alla fine questi "buoni a nulla" non sarebbero davvero altro che dei "buoni a nulla".
La ragione per cui, accanto all'Oshima di Seishun zankoku monogatari (Racconto crudele della giovinezza, 1960), bisogna riconoscere lo Yoshida di Rokudenashi sta nel fatto che, esaminando questi "buoni a nulla" si tenta di trovare ciò che di essi può essere salvato. Esprimendosi per metafora, è un atteggiamento con cui si cerca di ottenere un "positivo" moltiplicando il "negativo" per il "negativo". Se si dovesse considerare il processo in base allo schema di tesi, antitesi e sintesi, in Rokudenashi ciò che manca è proprio la tesi. Andando ancora oltre, si può dire che c'è soltanto una frattura nei confronti degli adulti, da cui nasce la ripetizione improduttiva del dibattito generazionale. Il problema sta nel come colmare la rottura. Il metodo assunto da Yoshida non è altro che quello di partire dal negativo. Il protagonista del film, Jun, non ha soggettivit`. Semplicemente, se gli viene detto di non andare, va, se gli viene detto di venire, non viene; normalmente intende le cose al contrario degli altri. Pertanto, quando si pensa che egli finir` con l'avvicinarsi a Toshio, un altro "buono a nulla" e figlio di famiglia ricca, ecco che egli si sente di nuovo attratto da Ikuko, che considera entrambi dei "buoni a nulla". Tali incertezze nascono dal fatto che quando Jun si avvicina a Toshio non lo fa perché ne è attirato, bensì solo per ribellarsi a Ikuko. Così quando si avvicina a quest'ultima è per opporsi a Toshio. Il principio base del suo comportamento risiede nella sistematica contraddizione verso il suo prossimo. In un solo caso, alla fine, egli si comporta come un soggetto. Questo avviene quando il compagno Morishita, che ha rubato il denaro di Ikuko, lo colpisce con la pistola e fugge: egli lo insegue in automobile e finisce con l'ucciderlo investendolo. È l'ultimo momento in cui si tenta di trasformare in "positivo" il "negativo", con l'aiuto di un altro "negativo".
Tuttavia, il fatto che Jun, pur amando in cuor suo Ikuko, finga, in quanto "buono a nulla", di volersi solo divertire, sa piuttosto di antiquato! Sembra uno di quei racconti lacrimevoli, pateticamente teneri che ci sono stati mostrati migliaia di volte attraverso il solitario eroe errante dei drammi storici. Inoltre il film imita le tecniche cinematografiche di Les cousins (I cugini, 1959) e A bout de souffle (Fino all'ultimo respiro, 1959). Non sarò il solo a vedere in questo film lo strano matrimonio tra il vecchio sentimentalismo e la Nouvelle Vague! Le cause di tale unione devono avere la loro origine fondamentale nel fatto che, mentre in Francia esiste una tradizione degna di essere negata, in Giappone questa non esiste.

Toida Michizo, "Eiga Geijutsu", n. 9, settembre 1960

Biografia

regista

Yoshishige Yoshida

Cast

& Credits

Regia e sceneggiatura: Yoshida Yoshishige.
Fotografia: Nanushima Toichiro.
Montaggio: Uraoka Keiichi.
Musica: Kinoshita Tadashi.
Interpreti e personaggi: Takachiko Hizuru (Makino Ikuko), Tsugawa Masahiko (Kitajima Jun), Kawazu Yusuke (Akiyama Toshio), Yamashita Junichiro, Watanabe Fumio.
Produzione: Shochiku.
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