Nazione: Italia
Anno: 1961
Durata: 100'


Durante Pestate, sulle spiagge di Positano, ecco arrivare insieme ai turisti "i leoni", ovvero quei vitelloni partenopei, spesso abbastanza avanti con gli anni, alla ricerca di un'avventura sentimentale di cui potersi vantare nel corso dell'inverno. I loro nomi sono Scisciò, Giugiù, Mimì, Cocò. Mimì riesce a ottenere un invito per una piccola crociera a bordo di uno yacht da parte di una matura miliardaria. Di lui finisce con l'innamorarsi Giulia, una donna settentrionale, in vacanza nel luogo per scrivere una guida gastronomica. Mimì preferisce però sposare una ragazza svizzera per interesse, con l'idea di divorziare subito dopo il matrimonio. Giugiù tenta di far l'amore con Serena, stizzita in quei giorni con l'amante sposato, e quando finalmente ne ha l'occasione, fallisce banalmente. Cocò è sempre più amareggiato all'idea di dover espatriare per trovare lavoro, mentre Scisciò, accusato ingiustamente di furto, decide di abbandonare il gruppo per andarsene a Milano e mettersi a lavorare.


Biografia

regista

Vittorio Caprioli

FILMOGRAFIA

1961: Leoni al sole. 1962: Parigi o cara. 1963: La manina di Fatma (episodio di I cuori infranti). 1968: Scusi facciamo l'amore? 1970: Splendori e miserie di Madame Royal. 1975: Vieni, vieni amore mio.

Dichiarazione

regista

Tornato a Roma da Parigi, dove Cervi e Jacovoni si erano detti disposti a produrre un film sulla gioventù dorata di Positano, telefonai a Pelos La Capria per farmi dare ulteriori particolari sull'ambiente e Pelos mi suggerì di mettermi in contatto con Dudù, suo fratello scrittore, che ne sapeva più di lui. Così contattai Dudù, ossia Raffaele, che esclamò: "Ma guarda la combinazione! Io proprio volevo fare un libro su queste vicende!" Quella sera stessa gli dissi: "Dudù, se facciamo assieme il film e intanto tu scrivi il libro, il film avr` successo e il libro vincer` lo Strega!" E Dudù di rimando, facendo le corna per lo scongiuro: "Ah, sì, io ci credo a 'ste cose, e allora il film lo faccio, perché voglio vincere!" Insomma il libro Ferito a morte e il film Leoni al sole sono nati assieme, però prima è uscito il film, che ebbe molto successo. E il libro vinse davvero lo Strega.
Molti gag di Leoni al sole nacquero spontanei, girando. Per esempio il discorso filosofico spicciolo di Scisciò-Morante, che era proprio suo. Adesso Scisciò è morto, è morto di niente, così come di niente viveva, uno di quei personaggi della Positano di un tempo che campavano d'estate, di mare, di sole... È morto anche Sabatucci, che nel film era il giovanotto grasso, e nella vita faceva l'avvocato... Il film ebbe poi una costruzione definitiva solo al montaggio perché, per esempio, non era previsto che fosse diviso tra estate e autunno ma a met` della lavorazione venne un acquazzone improvviso, di quelli potenti che di tanto in tanto cascano su Positano, e allora dissi a Carlo Di Palma, che era l'operatore, di riprenderlo. Quando poi lo vidi in proiezione era talmente stupendo che mi suggerì l'idea di inserirlo a met` del film. Così utilizzai anche delle cose girate con un poco d'ombra, come se fossero state riprese in autunno. AI montaggio, insomma, diedi proprio un capovolgimento al film e in quel momento mi accorsi che lo avevo girato in una maniera estremamente libera, che dava la possibilit` di montaggi diversi, cosa di cui io stesso mi sorpresi. Evidentemente la macchina da presa per me era un fatto istintivo, perché non conoscevo l'obiettivo, non ne sapevo mente, mi ero buttato nel lavoro senza avere nessuna preparazione, giravo tutto per istinto facendo sempre le scene in una maniera diversa, con degli stacchi particolari che mi venivano in mente man mano. Ogni giorno giravo almeno un'ora di cose che mi venivano in mente all'improvviso e che pensavo potessero servirmi. E infatti mi servirono. Ma fu proprio al montaggio, con quel montatore straordinario che è Baragli, che nacque il film con il taglio che gli è proprio (Franca Faldini, Goffredo Fofi, a cura di, L'avventurosa storia del cinema italiano 1960-1969, op. cit., pp. 141-142).

Cast

& Credits

Regia: Vittorio Caprioli.
Aiuto regia: Rinaldo Ricci.
Soggetto e sceneggiatura: Raffaele La Capria, Vittorio Caprioli.
Fotografia (technicolor): Carlo Di Palma.
Scenografia e costumi: Aurelio Crugnola.
Montaggio: Nino Baragli.
Musica: Fiorenzo Carpi.
Fonico: Pietro Seriffo.
Interpreti e personaggi: Franca Valeri (Giulia), Vittorio Caprioli (Giugiù), Serena Vergano (Serena), Francesco Morante (Scisciò), Philippe Leroy (Mimì), Alina Zalewska, Carlo Giuffrè, Luciana Gilli, Giorgio Sabatucci, Riccardo Parisio Perotti, Vittorio Pugliese, Evy Marandi, Christine Martell, Vito Amendola, Irina Wassilikoff, le gemelle Gemberg, Anna Campori, Arturo Lonardi, Ester Carloni, Aldo Sersale, Roberto Hruska, Jerry Mace, Enzo Cannavale.
Produzione: Alessandro Jacovoni per la Ajace-Euro International Film.
Distribuzione: Euro International Film.
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