Nazione: RFT
Anno:
Durata: 60'


È la continuazione della vicenda di Die Artisten in der Zirkuskuppel: ratlos: Leni Pickert ha dovuto sciogliere il suo circo e sta cercando di essere assunta dalla televisione. È costretta a lasciare questa attivit`, perché i suoi collaboratori hanno cercato, nel corso dei movimenti di protesta, di inserire clandestinamente alcuni materiali nella trasmissione, senza l'autorizzazione del direttore. Altri destini di Leni Pickert, i suoi progetti.

Alexander Kluge


Questo medio metraggio, è nato dalla composizione di varie parti che erano state girate per Artisti sotto la tenda del circo: perplessi ma non avevano più trovato posto in questo film. Così, i contorni di Artisti si proiettano su questo film come un'ombra; si constatano somiglianze, varianti, prosecuzioni. Anche qui Leni Pickert compare in veste di impresaria di circo; fin dall'inizio (e non alla fine come nel film Artisti) entra alla televisione come assistente tecnica, e qui elabora un piano; quello di contrabbandare nel programma televisivo un film non ancora sottoposto al vaglio della censura. La maggior parte degli spettatori non se ne accorgono nemmeno quando il film va in onda, ma Leni Pickert è licenziata in tronco e ritorna così al circo. Viene intervistata da una loquace giornalista in termini che differiscono da quelli del film Artisti ma in modo assai simile. Nelle scene del circo sono inseriti commenti e resoconti, citazioni della "Dialettica dell'illuminismo"una canzone dei Beatles e, alla fine, riprese di una manifestazione contro le leggi d'emergenza nella sala di trasmissione della Radio dell'Assia. Leni Pickert dice: "Vogliamo dare insieme un colpo in testa alle potenze imperialistiche e per questo il tendone dovr` essere ingrandito". La struttura narrativa è ancora più libera che in Artisti. Il film si compone di numerosi frammenti piccoli e piccolissimi non sempre collegati tra loro.

da Alexander Kluge, Quaderno informativo n. 67 della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, Pesaro 1976

Biografia

regista

Alexander Kluge

Alexander Kluge (Halberstadt, Germania, 1932), regista, scrittore e filosofo, è stato allievo di Adorno e della Scuola di Francoforte, assistente di Fritz Lang per La tigre di Eschnapur (1959) e tra i firmatari del Manifesto di Oberhausen che nel 1962 sancì la nascita del nuovo cinema tedesco. Ha esordito nel 1966 con La ragazza senza storia, Leone d’Argento alla Mostra di Venezia, seguito due anni dopo da Artisti sotto la tenda del circo: perplessi, vincitore del Leone d’oro. Nel 2008 la Berlinale gli ha assegnato l’Orso d’oro alla carriera. Come scrittore ha influenzato autori come Enzensberger e Sebald. Nel 2017 L’orma editore ha pubblicato il suo Antico come la luce - Storie del cinema.

FILMOGRAFIA

Abschied von Gestern (La ragazza senza storia / Yesterday Girl, 1966), Die Artisten in der Zirkuskuppel: ratlos (Artisti sotto la tenda del circo: perplessi / Artists under the Big Top: Perplexed, 1968), Gelegenheitsarbeit einer Sklavin (Le occupazioni occasionali di una schiava / Part-Time Work of a Domestic Slave, 1973), In Gefahr und größter Not bringt der Mittelweg den Tod (Quando un grave pericolo è alle porte le vie di mezzo portano alla morte / In Danger and Dire Distress the Middle of the Road Leads to Death, 1974), Der starke Ferdinand (Ferdinando il duro / Strongman Ferdinand, 1976), Die Patriotin (The Patriotic Woman, 1979), Der Kandidat (The Candidate, doc., 1980), Der Angriff der Gegenwart auf die übrige Zeit (The Assault of the Present on the Rest of Time, 1985), Vermischte Nachrichten (Notizie varie / Miscellaneous News, 1986), Happy Lamento (2018).

Cast

& Credits

Regia, soggetto e sceneggiatura: Alexander Kluge.
Fotografia (35mm, b/n): Gunter Hormann, Thomas Mauch.
Montaggio: Beate MainkaJellinghaus.
Suono: Bernd Hoeltz.
Interpreti: Hannelore Hoger (Leni Peickert), Ingeborg Pressler (Evelyn), Bernd Hoeltz (sig. von Lfiptow), Nils von der Heyde (sig. Arbogast).
Produzione: KairosFilm (Monaco).
Produttore: A. Kluge.
Prima proiezione: 29/3/1970, al canale televisivo Wdr III.

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