Nazione: RFT
Anno: 1969
Durata: 88'


Franz, un piccolo protettore, rifiuta di affiliarsi al Sindacato del Crimine, che gli mette alle calcagna il bel Bruno. Franz ama Bruno. Questi, incensurato, commette degli assassini di cui viene accusato Franz. Ma il commissario non ha alcuna prova contro di lui. Alla fine Franz e Bruno decidono di compiere una rapina alla banca. Joanna, l'amante di Franz, li denuncia. Bruno ha chiesto a un killer del Sindacato di eliminare Joanna nella confusione che seguir` alla rapina. Ma Bruno viene ucciso dalla polizia, mentre Franz e Joanna riescono a fuggire.


Le lunghe inquadrature di Liebe ist kälter als der Tod possono essere distinte in "arie" e in "recitativi"; cioè in inquadrature in cui hanno luogo declamazioni visive e sonore, e inquadrature in cui gli avvenimenti accadono; in semplici accadimenti e in storie particolari all'interno della storia complessiva del film.
Le arie, gli accadimenti: per esempio una lenta carrellata attraverso un supermercato; oppure un acquisto di occhiali dal sapore rituale, in un grande magazzino; e, anche, la carrellata lungo la Landsberger Strasse, che Fassbinder ha preso da Straub. In queste sequenze si vedono soltanto i riti della quotidianit`: lo scorrere di un carrello per il supermercato, il comperare, il viaggiare, l'andare.
La storia di Bruno e di Franz si mette da parte, non ha importanza; prosegue, nel frattempo, durante i responsori: Bruno uccide un turco; Franz è interrogato dalla polizia; Bruno fa l'amore con Joanna; Bruno è ucciso dalla polizia. Storie e accadimenti si alternano con un ritmo preciso. Si potrebbe definire così la differenza tra questo film e la maggior parte degli altri film: il letto in cui si dorme è stato chiaramente comperato a coloro che vi dormono, ed è stato anche gi` usato prima dell'inizio del film. (Il film è stato prodotto da coloro che vi partecipano).
Ulli Lommel vuole, come si addice a un gangster, spegnere con un soffio l'accendino; ma, diversamente dai film di gangster, gli riesce soltanto al secondo tentativo. Oppure: Lommel apre la porta anteriore di un'automobile, apre anche la porta posteriore e A infila un cadavere. In un normale film di gangster dovrebbe adesso chiudere velocemente la porta posteriore, salire in macchina dalla porta anteriore e partire in gran fretta. Ma Lommel aveva aperto la porta anteriore con tale imperizia, che questa nel frattempo si è richiusa. È strano vedere che le apre una seconda volta prima di salire in macchina.
Nella scena più bella del film si bussa alla porta dell'appartamento di Joanna e di Franz. Franz estrae la pistola e si mette dietro la porta, che viene aperta da Bruno. "Sono Bruno", dice più o meno alla ragazza. Franz, che lo vede soltanto da dietro, preme la pistola sulla schiena e lo perquisisce. Bruno, con le mani alzate si volta leggermente verso Franz. "È davvero Bruno", dice Franz a Joanna, meravigliato.
Se si racconta la storia di questo film aldil` di ciò che quasi sfugge alla percezione, al di fuori della lunga serie di immagini fredde e di uomini silenziosi, quasi inespressivi, presi da una tristezza glaciale che cancella ogni traccia di vita, essa sembra quanto meno banale, gi` usata cento volte e, quindi, ampiamente improduttiva. E tuttavia questo metodo acuisce la sensibilit` dello spettatore e, con essa, la sua capacit` di riflessione: la vicenda non gli cade tra le braccia (come di solito succede al cinema), ma egli deve farle la posta, attento a ogni parola e a ogni minimo movimento. A uno sguardo divenuto penetrante queste immagini fredde e esoteriche perdono il loro splendore, questi personaggi stilizzati perdono la loro artificiosit` estraniante. La nuda miseria diventa l'elemento determinante. Ciononostante il film, nel complesso, mi ha infastidito. La malinconia che esprime mi è sembrata una malinconia di routine. Il regista aveva deciso di fare un film malinconico; un'altra volta probabilmente vorr` fare un film divertente. Ecco il punto: la malinconia è voluta. E anche i mezzi per raffigurarla sono inadatti: è inadatta la citazione di personaggi di altri film (Lommel = Alain Delon nel troppo sopravvalutato Frank Costello, faccia d'angelo) ed è inadatta la costruzione delle inquadrature. Ci sono attori che entrano lentamente in campo, di profilo rispetto allo spettatore, lo attraversano lungo un muro bianco, e poi scompaiono dall'altra parte; ci sono sguardi immobili nella macchina da presa, davanti a questo stesso muro bianco; i protagonisti si muovono in modo artificiosamente geometrico: tutto ciò d` al film un falso aspetto di "terra di nessuno". La bianchezza delle pareti, l'immobilit` e il sonnambulismo dei protagonisti, che sembrano influenzati dalla macchina da presa, assomigliano alle trovate della fantascienza esistenzialista. E c'è uno stacco rivelatore: dall'inquadratura in cui Joanna, nuda, si sdraia accanto a Bruno, si passa all'inquadratura del supermercato!
Una volta ho letto questa frase di Dashiell Hammett: "Si siede con la malinconia di chi non riesce ad avere un pensiero chiaro". La malinconia del film di Fassbinder mi sembra non vera perché nessuno vuole avere un pensiero chiaro.

Peter Handke, da "Die Zeit", 11 luglio 1969


Dei cinque film finora realizzati da Rainer Werner Fassbinder la sua opera prima, girata circa un anno fa (Liebe ist kälter als der Tod), è la più radicale e la più lontana dalle tradizioni dell'industria cinematografica. E al contempo, come se questo film fosse appagato da una segreta nostalgia per le proprie possibilit`, è strettamente legato a questa stessa industria cinematografica.
Il film si presenta come un'opera d'arte esoterica, che non sa nulla di ciò che le sta intorno e che nega la propria origine e i propri legami con il cinema; eppure è indissolubilmente legato al cinema gangsteristico, alle cui regole ubbidisce con scrupolo. Apparentemente disinteressato alla trama, il film affastella immagini fredde e prive di emozioni, in cui i personaggi, ridotti a schemi formali, si muovono adagio e senza vita, spinti da motivi enigmatici e incomprensibili. E tuttavia il film ha ben chiara in mente la propria trama, anche se la nasconde, più che esplicitarla, in pochi gesti e in poche frasi scarne. È una trama che, come tutte le trame, chiarisce i motivi delle azioni e dona un'individualit` ai personaggi. (...)
Franz e Bruno (Fassbinder e Ulli Lommel) non sono i discendenti del grande gangster solitario del cinema americano, ma sono dei poveri ragazzi che sanno esprimersi soltanto con i pugni o con la pistola. E Joanna (Hanna Schygulla) non è una ragazza affascinante, ma una creatura mortificata. e calpestata, che si vende per potersi comperare più tardi un po' di felicit` borghese. Tutti e tre, dice Fassbinder, sono dei "poveracci, che non riescono a combinare nulla, che non hanno nessuna possibilit`, che non hanno mai avuto la possibilit` di imparare qualcosa".
In occasione della proiezione di Liebe ist kälter als der Tod al Festival di Berlino dell'anno scorso si sono dette e scritte molte cattiverie, o almeno molte sciocchezze. E ciò non deve meravigliare. Infatti questo film, realizzato con un budget che nei bilanci di altri film servirebbe a coprire la voce "mance", non nasconde la propria povert`, e tuttavia si pone in concorrenza con i "film tradizionali", pretende di conquistarne il mercato collocandosi nel genere di successo del cinema gangsteristico, senza rispettare minimamente le regole che l'industria cinematografica ha stabilito per tali film e che il pubblico da tempo ha accettato come vincolanti. Liebe ist kälter als der Tod contiene certo tutti gli ingredienti necessari (il sesso, l'omicidio, le risse, il "colpo perfetto"); però essi sono presentati al pubblico "come si deve", in modo perfetto, sensazionale, emozionante, eccitante. Certe brutalit` non si vedono neppure, accadono al di fuori dello schermo; altre non hanno alcun effetto drammatico.
È provocante e di sicuro anche frustante vedere che in un film gangsteristico lo spettacolo non funziona e i gangster non brillano per le loro capacit` professionali e artistiche. Infatti Liebe ist kälter als der Tod non è uno di quei prodotti industriali costruiti con precisione meccanica, a partire da componenti gi` pronti, che non sanno nulla l'uno dell'altro e che soprattutto non sanno nulla dello scopo per il quale sono stati costruiti Liebe ist kälter als der Tod, se si vuole, è piuttosto un prodotto artigianale, involontariamente confezionato secondo le regole industriali, e tuttavia costretto alla sincerit` dalla povert` del proprio budget, che peraltro corrisponde alla povert` in cui vivono i suoi protagonisti, incapaci di essere altro che "povera gente".

Joachim von Mengershausen, da "Süddeutsche Zeitung", 7 aprile 1970

Biografia

regista

Rainer Werner Fassbinder

Cast

& Credits

Regia, soggetto, sceneggiatura e montaggio: (sotto lo pseudonimo di Franz Walsch): Rainer Werner Fassbinder.
Assistente alla regia: Martin Müller.
Fotografia (35mm, b/n): Dietrich Lohmann.
Assistente alla fotografia: Herbert Paetzold.
Assistente al montaggio e script: Katrin Lommel.
Musica: Peer Raben, Holger Münzer.
Scenografia: Ulli Lommel, Rainer Werner Fassbinder.
Luci: Peter Wagner.
Interpreti: Ulli Lommel (Bruno), Hanna Schygulla (Joanna), Rainer Werner Fassbinder (Franz), Hans Hirschmüller (Peter), Les Olvides (Georges), Wil Rabenbauer [Peer Raben] (Jürgen), Thomas Hill (guardiano), Peter Moland (capo della commissione d'inchiesta del Sindacato del Crimine), Katrin Schaake (donna sul treno), Liz Sollner (la venditrice di giornali), Gisela Otto (prima prostituta), Ingrid Caven (seconda prostituta), Ursula Stratz (la prostituta grassa), Irm Hermann (la venditrice di occhiali da sole), Kurt Raab (il sorvegliante nel grande magazzino), Peter Berling (il trafficante d'armi), Anastassios Karalas (il turco), Monika Stadler [Monika Nüchtern] (la cameriera), Rudolf Waldemar Brem (il poliziotto motociclista), Yaak Karsunke (Il commissario), Hannes Gromball (il cliente di Joanna), Howard Gaines (Raoul), Franz Maron, Gottfried Hüngsberg, Wolfgang Gmoch (poliziotti).
Produzione: AntiteaterXFilm (Monaco).
Direttore di produzione: Peer Raben (assistente: Irm Hermann).
Ispettore di produzione: Christian Hohoff.
Riprese: ventiquattro giorni nell'aprile del 1969 a Monaco e dintorni.
Costo: circa 95.000 D.M.
Prima proiezione: 26 giugno 1969 al Festival di Berlino.

Il film è dedicato a Claude Chabrol, Eric Rohmer, JeanMarie Straub, Lino e Cuncho.
Il carrello notturno per la Landsberger Strasse è una inquadratura non utilizzata da Straub per Der Bräutigam, die Komödiantin und der Zuhälter. Il film alla "prima" di Berlino aveva il titolo Kälter als der Tod e una durata di 92 minuti (2533 m.).

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