LA PATOTA

di Santiago Mitre
PAULINA

Informazioni

Nazione: Argentina, Brasile, Francia

Anno: 2015

Durata: 103'

33° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Paulina, ventottenne di Buenos Aires con una brillante carriera da avvocato davanti a sé, decide di fare ritorno nei luoghi dove è nata, al confine tra Argentina, Paraguay e Brasile, per lavorare come insegnante in una zona a forte disagio sociale. Nessuno avrebbe potuto immaginare un cambiamento tanto radicale, né il fidanzato né tantomeno il padre, potente giudice della zona. Eppure Paulina è convinta della propria scelta: e neanche l’aggressione notturna da parte di una banda di ragazzi ne scalfisce la determinazione.

Regia

Santiago Mitre

Santiago Mitre

Santiago Mitre (Buenos Aires, Argentina, 1980) si è formato all’Università di cinema Fuc e nel 2004 ha diretto con Alejandro Fadel, Martin Mauregui e Juan Schnitman il suo primo film, El amor (1a parte), presentato al Bafici e alla Settimana internazionale della critica di Venezia. Dal 2006 ha iniziato a scrivere per il cinema e la televisione, sceneggiando anche tre film di Pablo Trapero, tra cui Leonera, selezionato in concorso a Cannes nel 2008. Nel 2011 ha cofondato la casa di produzione La unión de los ríos, con cui ha prodotto il suo primo lungometraggio El estudiante, che ha partecipato a più di trenta festival e ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio speciale della giuria nella sezione Cineasti del presente di Locarno. Il suo secondo lungometraggio, La patota, nel 2015 ha vinto il premio Fipresci a Cannes e il premio per la miglior attrice (Dolores Fonzi) al Torino Film Festival. 

Filmografia:
El amor (1a parte) (coregia/codirectors Alejandro Fadel, Martin Mauregui, Juan Schnitman, 2004), El estudiante (2011), Los posibles (coregia/codirector Juan Onofri Barbato, mm, 2013), La patota (2015), La cordillera (2017).

Cast and Credits

regia/director
Santiago Mitre
sceneggiatura/screenplay
Santiago Mitre, Mariano Llinás
fotografia/cinematography
Gustavo Biazzi
montaggio/film editing
Delfina Castagnino, Leandro Aste, Joana Collier
scenografia/production design
Micaela Saiegh
costumi/costume design
Florencia Caligiuri, Carolina Sosa Loyola
musica/music
Nicolás Varchausky
suono/sound
Santiago Fumagalli, Federico Esquerro, Edson Secco
interpreti/cast
Dolores Fonzi, Oscar Martinez, Esteban Lamothe, Cristian Salguero, Verónica Llinás, Laura López Moyano, Ezequiel Diaz, Andrea Quattrocchi, Silvina Savater
produttori/producers
Agustina Llambi Campbell, Fernando Brom, Santiago Mitre, Lita Stantic, Didar Domehri, Laurent Baudens, Gaël Nouaille, Axel Kuschevatzky, Walter Salles, Ignacio Viale
produzione/production
La Unión de los Ríos, Full House


contatti/contacts
Versatile
Alexandre Moreau
Tel: +33 (0)1 76 21 61 66
[email protected]

Dichiarazione regista

«Una delle sfide che La patota ci pone riguarda il rispetto delle decisioni che non condividiamo. È facile rispettare scelte identiche a quelle che avremmo fatto noi stessi, ma è praticamente impossibile provare a comprendere ciò che riteniamo sbagliato. Perché Paulina prende quella decisione? Cosa sta cercando, e cosa vuole dimostrare? Ce lo siamo domandati in ogni momento del film e continuiamo a farlo adesso, così come spero faranno anche gli spettatori».

Sinossi Approfondisci

Paulina, ventottenne di Buenos Aires con una brillante carriera da avvocato davanti a sé, decide di fare ritorno nei luoghi dove è nata, al confine tra Argentina, Paraguay e Brasile, per lavorare come insegnante in una zona a forte disagio sociale. Nessuno avrebbe potuto immaginare un cambiamento tanto radicale, né il fidanzato né tantomeno il padre, potente giudice della zona. Eppure Paulina è convinta della propria scelta: e neanche l’aggressione notturna da parte di una banda di ragazzi ne scalfisce la determinazione.

Regia Tutto sui registi del film

Santiago Mitre

Santiago Mitre

Santiago Mitre (Buenos Aires, Argentina, 1980) si è formato all’Università di cinema Fuc e nel 2004 ha diretto con Alejandro Fadel, Martin Mauregui e Juan Schnitman il suo primo film, El amor (1a parte), presentato al Bafici e alla Settimana internazionale della critica di Venezia. Dal 2006 ha iniziato a scrivere per il cinema e la televisione, sceneggiando anche tre film di Pablo Trapero, tra cui Leonera, selezionato in concorso a Cannes nel 2008. Nel 2011 ha cofondato la casa di produzione La unión de los ríos, con cui ha prodotto il suo primo lungometraggio El estudiante, che ha partecipato a più di trenta festival e ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio speciale della giuria nella sezione Cineasti del presente di Locarno. Il suo secondo lungometraggio, La patota, nel 2015 ha vinto il premio Fipresci a Cannes e il premio per la miglior attrice (Dolores Fonzi) al Torino Film Festival. 

Filmografia:
El amor (1a parte) (coregia/codirectors Alejandro Fadel, Martin Mauregui, Juan Schnitman, 2004), El estudiante (2011), Los posibles (coregia/codirector Juan Onofri Barbato, mm, 2013), La patota (2015), La cordillera (2017).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia/director
Santiago Mitre
sceneggiatura/screenplay
Santiago Mitre, Mariano Llinás
fotografia/cinematography
Gustavo Biazzi
montaggio/film editing
Delfina Castagnino, Leandro Aste, Joana Collier
scenografia/production design
Micaela Saiegh
costumi/costume design
Florencia Caligiuri, Carolina Sosa Loyola
musica/music
Nicolás Varchausky
suono/sound
Santiago Fumagalli, Federico Esquerro, Edson Secco
interpreti/cast
Dolores Fonzi, Oscar Martinez, Esteban Lamothe, Cristian Salguero, Verónica Llinás, Laura López Moyano, Ezequiel Diaz, Andrea Quattrocchi, Silvina Savater
produttori/producers
Agustina Llambi Campbell, Fernando Brom, Santiago Mitre, Lita Stantic, Didar Domehri, Laurent Baudens, Gaël Nouaille, Axel Kuschevatzky, Walter Salles, Ignacio Viale
produzione/production
La Unión de los Ríos, Full House


contatti/contacts
Versatile
Alexandre Moreau
Tel: +33 (0)1 76 21 61 66
[email protected]

Dichiarazione regista Approfondisci

«Una delle sfide che La patota ci pone riguarda il rispetto delle decisioni che non condividiamo. È facile rispettare scelte identiche a quelle che avremmo fatto noi stessi, ma è praticamente impossibile provare a comprendere ciò che riteniamo sbagliato. Perché Paulina prende quella decisione? Cosa sta cercando, e cosa vuole dimostrare? Ce lo siamo domandati in ogni momento del film e continuiamo a farlo adesso, così come spero faranno anche gli spettatori».