FI RASSI ROND-POINT

di Hassen Ferhani
ROUNDABOUT IN MY HEAD

Informazioni

Nazione: Algeria, Qatar, Francia, Libano, Olanda

Durata: 100'

33° TORINO FILM FESTIVAL

Sezione:

Sinossi

Nel quartiere Ruisseau di Algeri il mattatoio è un teatro di vita: è qui che si dipanano le esistenze dei personaggi, alcuni di passaggio, altri fissi. Qui gli uomini lavorano, chiacchierano, seguono regole non scritte che regolano i rapporti interni e quelli con i macellai cui vendono la carne. Nel luogo dove si ferma la vita animale, continua, imperturbabile, quella umana. 

Regia

Hassen Ferhani

Hassen Ferhani

Hassen Ferhani (Algeri, Algeria, 1986) ha esordito nella regia nel 2006 con il cortometraggio Les Baies d’Alger, poi selezionato in numerosi festival internazionali. Ha poi diretto un altro corto, Le vol du 140 (2008), durante un workshop sul documentario organizzato da La Fémis. Dal 2009 lavora inoltre come assistente alla regia e nel 2010 ha diretto con Nabil Djedouani il documentario Afric Hotel, presentato ai festival Vision du réel e al Fid Marseille. Roundabout in My Head è il suo primo lungometraggio.

Filmografia:
Les Baies d’Alger (cm, 2006), Le vol du 140 (cm, 2008), Afric Hotel (coregia/codirector Nabil Djedouani, cm, doc., 2010), Tarzan, Don Quixote and Us (cm, 2013), Fi rassi rond point (2015).

Cast and Credits

regia, fotografia/director, cinematography
Hassen Ferhani
montaggio/film editing
Narimane Mari, Hassen Ferhani, Myriam Acaguayer, Corentin Doucet
suono/sound
Djamel Kerkar
produttori/producers
Narimane Mari, Olivier Boischot
produzione/production
Centrale Electrique, Allers Retours Films



contatti/contacts
Pascale Ramonda
pascale@pascaleramonda.com
www.pascaleramonda.com

Dichiarazione regista

«Durante le riprese ho dato estrema importanza all’inserimento della troupe nel contesto del mattatoio. Ci siamo impegnati per creare un clima di fiducia e di rispetto reciproco, elementi vitali perché emergano forme di discussione vere e libere. Questo è un assunto fondamentale. Il mio approccio non è di tipo giornalistico e il mio rapporto con i personaggi non è gerarchico; non faccio interviste, apro luoghi di discussione, sollevo argomenti che innescano reazioni nelle persone che filmo e agevolo discussioni di gruppo senza farmi coinvolgere. Accetto anche volentieri l’impulso spontaneo che porta a guardare in camera: faccio un film con loro, non su di loro».

Sinossi Approfondisci

Nel quartiere Ruisseau di Algeri il mattatoio è un teatro di vita: è qui che si dipanano le esistenze dei personaggi, alcuni di passaggio, altri fissi. Qui gli uomini lavorano, chiacchierano, seguono regole non scritte che regolano i rapporti interni e quelli con i macellai cui vendono la carne. Nel luogo dove si ferma la vita animale, continua, imperturbabile, quella umana. 

Regia Tutto sui registi del film

Hassen Ferhani

Hassen Ferhani

Hassen Ferhani (Algeri, Algeria, 1986) ha esordito nella regia nel 2006 con il cortometraggio Les Baies d’Alger, poi selezionato in numerosi festival internazionali. Ha poi diretto un altro corto, Le vol du 140 (2008), durante un workshop sul documentario organizzato da La Fémis. Dal 2009 lavora inoltre come assistente alla regia e nel 2010 ha diretto con Nabil Djedouani il documentario Afric Hotel, presentato ai festival Vision du réel e al Fid Marseille. Roundabout in My Head è il suo primo lungometraggio.

Filmografia:
Les Baies d’Alger (cm, 2006), Le vol du 140 (cm, 2008), Afric Hotel (coregia/codirector Nabil Djedouani, cm, doc., 2010), Tarzan, Don Quixote and Us (cm, 2013), Fi rassi rond point (2015).

Cast and Credits Scopri il cast del film

regia, fotografia/director, cinematography
Hassen Ferhani
montaggio/film editing
Narimane Mari, Hassen Ferhani, Myriam Acaguayer, Corentin Doucet
suono/sound
Djamel Kerkar
produttori/producers
Narimane Mari, Olivier Boischot
produzione/production
Centrale Electrique, Allers Retours Films



contatti/contacts
Pascale Ramonda
pascale@pascaleramonda.com
www.pascaleramonda.com

Dichiarazione regista Approfondisci

«Durante le riprese ho dato estrema importanza all’inserimento della troupe nel contesto del mattatoio. Ci siamo impegnati per creare un clima di fiducia e di rispetto reciproco, elementi vitali perché emergano forme di discussione vere e libere. Questo è un assunto fondamentale. Il mio approccio non è di tipo giornalistico e il mio rapporto con i personaggi non è gerarchico; non faccio interviste, apro luoghi di discussione, sollevo argomenti che innescano reazioni nelle persone che filmo e agevolo discussioni di gruppo senza farmi coinvolgere. Accetto anche volentieri l’impulso spontaneo che porta a guardare in camera: faccio un film con loro, non su di loro».