La tenacia dell'innocenza
Dall'estremo oriente sovietico arriva il vibrante cinema di Vitalij Kanevskij, rivelazione del Festival di Cannes 1990 che gli assegna la Camera d'Or per Sta fermo, muori e resuscita. E' l'improvvisa affermazione internazionale di un cineasta che ha saputo, con uno stile denso e ironico, penetrare nelle pi√π dure manifestazioni della realtà attingendo a un bacino di esperienze e di emozioni accumulato nel corso della sua adolescenza alle prese con la fame, il freddo e i lavori più umili nella città-prigione di Soutchan.
La tenacia di esseri in lotta per affermare le forze primigenie della vita è il filo conduttore di una breve filmografia strutturata in momenti liberamente collegati. Evidenziare questo filo è l'obiettivo dell'omaggio del Torino Film Festival, per andare oltre l'etichetta di cinema della glasnost - per il suo innegabile valore di rivelazione di aspetti occulti del regime sovietico - e per far emergere un realismo che rifiuta ogni intellettualismo e una cifra autobiografica che non scade mai nel romanzesco o nell'autoreferenziale e diventa "trance di memoria".
Il festival presenta tutti i film e i documentari realizzati da Kanevskij, che sarà ospite a Torino per raccontare la propria esperienza.